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Grafomani

Per il Direttore Belpietro, il Dott. Mainiero, il Dott. Giordano Lettera che potrà infastidire, di cui mi scuso e della quale ovviamente per vari motivi non è possibile la pubblicazione. Vorrei iniziare la mia lunga riflessione iniziando dall’importanza dei “lettori-corrispondenti” per Libero(e, certo, per ogni quotidiano), argomento che negli ultimi tempi è stato sottolineato dal Dott. Mainiero e dal Dott. Giordano. Riferendomi al Dott. Matias che, attraverso messaggi di alcuni lettori, ha constatato che la proposta avanzata dal fedele lettore Valentino Castriota di sostituire il termine “lettori” con “epistolografi”, peraltro di etimologia impeccabile nonché un po’ arcaico, al sottoscritto e credo davvero a qualche altro lettore (alla maggior parte, mi si creda, nulla importa vista l’amenità del contendere) non piace per nulla, e quel termine casomai andrebbe sostituito, diciamocela tutta, con “GRAFOBULIMICI” , con uguale dispendio di lettere, tredici, il cui significato il Dott. Mainiero conoscerà certamente; è chiaro che ciò, per rispetto dei lettori, non si può fare. Il motivo che mi ha spinto a usare il suddetto termine è solo in minima parte etimologico, ma soprattutto intende evidenziare (e sia il dottor Mainiero che il dottor Giordano lo hanno certo compreso) che tanti lettori scriventi sono tali soprattutto – eufemismo per non dire SOLTANTO – allo scopo di bearsi leggendo il proprio nome e cognome, e anche qui penso di avere detto pane al pane, scusandomi, e ben sapendo che in ciò che questi lettori fanno, non c’è nulla di male, salvo, tante volte, la noia di quelli che non scrivono, ma leggono soltanto. La prova regina, ma non realizzabile, di quanto ho scritto, è che, se fosse possibile, per i più assidui “corrispondenti” dei quotidiani, indicarne soltanto le iniziali, magari a volte anche invertendole, gli stessi cadrebbero in grave crisi di astinenza grafomanica, e come per incanto, cessando lo scopo per cui scrivono, ridurrebbero le loro e-mail, a volte fino alla disintossicazione completa. Qualcuno, poi, come il signor Castriota, per avere maggior visibilità (e ovviamente anche il signor Fassone) scrivono direttamente a Mainiero o Giordano, piccole forma di astuzia, stuzzicando i suddetti con temi o domande che sanno che potranno permettere agli stessi (ed è giusto che così sia) di dare risposte ampie perché lo spazio maggiore ovviamente è per loro, e così avranno la firma in riquadro. Per inciso, dopo che Mainiero ha definito “grande” il Castriota, questi sta tentando di prendere il volo, e sul Corriere ha ottenuto una telegrafica risposta secondaria da Sergio Romano, che ha capito che il calibro di quel lettore è piuttosto modesto. Spero che il dottor Mainiero abbia constatato la banalità, su libero dell’8 agosto, del breve scritto del Castriota sul ventilato intervento militare in Siria, scrivendo ciò che tutti, ma proprio tutti, hanno letto su ogni giornale e in televisione. Ma capitolo a parte merita Fabio Sìcari da Bergamo (sempre l’accento sulla “i”, per evitare pensieri di sangue) che, posso assicurare, da oltre 15 anni non è ancora sazio di scrivere, tante volte replicando la stessa mail ad altri giornali, continuando a esporre dati e statistiche da Internet o diffuse dai quotidiani, o notizie di attualità, risalenti a 48 ore prima e che, ripeto, già si sanno. L’unico guizzo (?!) di fantasia è il fervorino finale, come… “è ora di agire”, “bisogna fare”.. come se pensasse solo lui. Libero del 4 settembre, suo pensierino finale acutissimo: “GLI EVASORI SONO PARASSITI”. Ma và! Dallo stesso, sul giornale del 5 settembre: “L’ammonimento del Papa contro la guerra è condivisibile”. MA DAVVERO? Mai una volta che abbia, pur con garbo, colpito qualcuno, mai una stimolante provocazione. Quanto sto scrivendo non è frutto di irritazione per altri lettori più pubblicati (io non ho quest’abitudine) come è avvenuto per Giovanni Bertei di La Spezia che, davvero irato per l’eccesso di lettere di Luigi Fassone e C., e scrivendo a Giordano, ha lasciato Libero. Un lettore in meno nulla conta, certo, ma, tornando al Sìcari, molti attendiamo al bar le sue originali genialate, per sorridere, ma non solo. Forse, per il suo stesso bene di grafomane e dei lettori, egli non ha mai pensato di concedersi e concederci non dico un anno o un mese sabbatico, ma almeno una settimana di riposo. Una prova ulteriore che leggo Libero? Qualche nome di grafomani seriali: Rudi Vido, Gerry Bardack, Romolo Ricapito, Xavier Carlo, Carlo Cerofolni, i primi nomi che mi vengono in mente. Su Libero dell’8 settembre, Fassone, che ha catturato la simpatia di Giordano e lo chiama “carissimo” (non pare elegante questo superlativo…), per non creare imbarazzo si è firmato Papandreou (meglio Pipi Calzelunghe) – ma, almeno io l’ho riconosciuto – scrive che certi lettori si credono Manzoni o Kennedy, ma se si fosse dato un’occhiata allo specchio avrebbe capito che anche lui è esattamente così. Concludendo: che sia il caso di fare, come ogni quotidiano, (anche con lettori doppi o tripli) e dedicare una sola pagina alle lettere, naturalmente le migliori? Se ciò è sufficiente per le “corazzate”, sarà possibile, credo. Concludendo in bellezza con il signor Sìcari: - Libero 14 settembre: ci fa sapere che “ci sono troppi litigi tra PDL e PD”. Davvero??? - Libero 18 settebre: “nei dibattiti televisivi c’è solo caos di insulti e di parlare contemporaneamente”. Ma và!! Semel in anno, per favore, caro Sìcari, un po’ più di fantasia e un po’ meno retorica!! Domodossola, 19 settembre 2013-09-19 LUCIO FANTE PS. So perfettamente che questa mia sincera rottura di scatole a nulla servirà, ma… dovevo farlo. Certamente passerò per maniaco osservatore. Pazienza.

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