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Canone RAI

Carissimo Direttore, le scrivo per un problema che, di questi tempi, non è forse il più importante, ma che ci trasciniamo ormai da troppo tempo: il Canone RAI. Le descrivo il mio problema: ho acquistato un'abitazione (la mia prima) e risiedo in questa. Nel mese di giugno ho ricevuto una lettera (non raccomandata) dalla RAI, la quale mi informa che, da verifiche effettuate, il mio nominativo non risulta essere presente negli elenchi degli abbonati. Rimasto sorpreso dalla comunicazione, ho eseguito una ricerca in internet e, in molti casi, ho trovato il consiglio di “ignorarla”. E così ho fatto. Purtroppo però, nei giorni scorsi (guada caso dopo che qualche giorno fa il Parlamento europeo ha accolto una petizione per abolirlo), ho ricevuto un’altra lettera (non raccomandata), dove mi si intima il pagamento immediato del Canone per evitare accertamenti e sanzioni. Ma lei mi chiederà: ma perché non vuole pagare il Canone RAI? È semplice: io NON sono in possesso di apparecchi atti od adattabili alla ricezione dei programmi televisivi! Nelle lettere ricevute, vi è la presunzione secondo cui in ogni abitazione si trovi un apparecchio ricevente, ovviamente errata. Come posso far capire alla RAI che per ora non sono in possesso di alcun apparecchio? Dico per ora perché, mio malgrado, qualora ne entrerò in possesso di uno sarà mia cura comunicarlo e regolarizzarmi con il Canone (se il Parlamento europeo non si sarà ancora espresso). La ringrazio per l’attenzione che vorrà dare alla mia richiesta. Con stima Roberto

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