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IL SISTEMA PENSIONISTICO NON ANCORA IN EQUILIBRIO.

Per molti anni la pubblica amministrazione non ha versato i contributi previdenziali dei propri dipendenti nelle casse dell’ Inpdap. Così con la fusione, l’INPS si è trovato con un buco stimato intorno ai 30 miliardi che si riverserà sulla previdenza dei lavoratori del settore privato. E non solo . Il blocco del turnover in quasi tutto il pubblico impiego ed in particolare negli enti locali per il patto di stabilità, è causa di una consistente contrazione delle entrate contributive per la mancata assunzione di nuovo personale. Pertanto la previdenza dei dipendenti pubblici è in profondo deficit determinato proprio dal continuo aumento delle uscite per pagamento delle pensioni e dalla continua diminuzione delle entrate per contributi. Il relativo deficit patrimoniale è destinato a crescere sempre di più. Peraltro, come affermato dall' Inps, «l'incidenza della spesa per prestazioni previdenziali e assistenziali sul Pil si attesta al 19,22% nel 2012 rispetto al 13,79% delle previsioni originarie». Intanto si parla già della necessità di mettere mano di nuovo sul sistema pensionistico. E chi pagherà? Angelo Ciarlo

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