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OMOFOBIA O OMODEFICENZA

Egregio direttore Belpietro, ho sempre considerato Libero un ottimo giornale, per la sua capacità di essere una voce fuori dal coro della sinistra moralista, salottiera e radical - chic. Mi sono quindi stupito leggendo sul sito internet di questo giornale di un professore di religione che da un compito ai propri alunni in cui l'omosessualità è definita una colpa. Dal momento che io faccio parte di una delle sue classi e ho svolto il suddetto compito, non ho riscontrato nel professore alcuna traccia di omofobia. L'insegnante, come è suo solito fare nei confronti delle classi dell'ultimo anno, consegna non un compito in classe ma un quiz (non da lui formulato) in cui bisogna dare un voto da 0 a 10 (e non da 1 come erroneamente citato nel suddetto articolo) e in base alle risposte egli inizia il dibattito che condurrà la classe fino alla fine dell'anno scolastico. Il professore per di più, prima di consegnare il quiz aveva anche specificato di non scandalizzarsi per le voci presenti vista la vetusta età del foglio. Il mio stupore è stato enorme nel vedere che questa volta pure il suo giornale si è uniformato alle critiche dei soliti quotidiani moralisti che non aspettavano altro che un pretesto per scatenare una nuova sterile polemica. Mi sarei aspettato dal suo giornale parole diverse contro una lobby gay, che facendosi forza su di una presunta (ma quanto mai errata) superiorità morale, vuole impedire al paese perfino di esprimersi liberamente, e che per raggiungere il suo scopo non si fa scrupoli di diffamare un onesto professore, fra i migliori del liceo. Direttore, i problemi del paese sono altri (oppressione fiscale, burocratica e giudiziaria ad esempio) non l'omofobia, che non ha nulla a che vedere con questo caso. Spero quindi che lei tuoni contro questi barbari metodi da unione sovietica. Distinti saluti

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