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lettera al direttore-il valore del tempo non è uguale per tutti

Il denaro rappresenta lo strumento di scambio del tempo che ogni cittadino attivo dedica nella produzione di beni di consumo o prestazione di servizi. In pratica semplifica il baratto. Negli ultimi anni però, gli strumenti finanziari e metologie economiche al limite della legalità ( e della moralità) hanno determinato una forte sperequazione fra i soggetti che lavorano senza contare di privilegi che premiano soggetti inattivi. Abbiamo di fronte una società formata da una classe media in via di estinzione, di poveri ai limiti della sopravvivenza e di ricchi sempre più ricchi. Questo perchè il valore del "tempo" non è uguale per tutti. Facciamo un esempio: supponiamo che il tempo lavoro costi mediamente 20,00 euro all'ora e che la paga netta di un operaio sia di 1200,00 euro al mese. Il lavoratore, con il suo salario derivante da 160 ore lavorative, riuscirà ad acquistare solo sessanta ore del "tempo" di altri. Pensiamo ora a uno dei tanti alti dirigenti di mutinazionali che fra stipendio e stock option porta a casa almeno 100.000,00 euro al mese. Con quei soldi può acquistare 5000 ore di "tempo" degli altri che equivale avere a sua disposizione una trentina di persone. Privilegio o merito ?

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