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Il fallimento dei nostri governanti

Sappiamo tutti, ad esclusione di qualche nostro insigne economista, che la lotta all’evasione comporta una recessione economica a causa della contrazione dei consumi. Per questa sacrosanta lotta i nostri illustri professori hanno messo in campo ingenti risorse economiche. Il risultato però è stato deludente. Hanno fatto chiudere moltissimi commercianti ed artigiani, con la perdita di numerosi posti di lavoro e la conseguente contrazione dei consumi. Non ancora contenti, questi nostri scienziati hanno messo in campo delle armi letali: il redditometro, le carte di credito per i vecchietti e l’obbligo di possedere un computer anche per gli analfabeti. Risultato? Un’ulteriore contrazione dei consumi con il conseguente minor gettito di imposte indirette. Inoltre ci hanno comunicato che mancano i fondi per non aumentare l’iva, che abbiamo sforato il Pil, che i ricavi sono insufficienti e che dobbiamo spendere di meno. Risultato? Sono stati “assunti” 4 nuovi senatori a vita. Alla faccia del bicarbonato, direbbe Totò. Mentre questa nostra povera Italia è all’estrema unzione, i nostri parlamentari, ignorando anche il recente spernacchiamento della giustizia europea, pensano solo ed esclusivamente a come riuscire a rimuovere Berlusconi, mettendo in campo le toghe, gli sfasciacarrozze, le lavanderie e gli asfaltatori. Questa nostra povera Italia non merita questa brutta fine. I destinatari sono pregati di provare a vergognarsi.

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