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Le mense scolastiche fallimentari

In questi giorni ho letto delle difficoltà a servire i pasti ai bambini nelle mense scolastiche. Ricordo che 30-35 anni fa a noi davano da mangiare una pasta al pomodoro senza formaggio, il bollito condito con un filo d'olio ed un purè di patate. Il Sabato c'era anche la cioccolatà Nestlè. Era un pasto poco invitante per un bambino (io odiavo le carote fatte bollire nel sugo della pasta) ma a mia memoria nessun bambino rimaneva senza il suo pasto. Chi non voleva mangiare il desco "da mensa" aveva facoltà di portarselo da casa. Era un pranzo economico e nutriente. Facciamoci due conti con i prezzi da supermercato: 80gr di pasta 0.05 euro, 200 grammi di pomodoro 10 centesimi, 50 grammi di carne da bollito 45 centesimi.Totale 60 centesimi. Mettiamoci annessi e connessi e, ad oggi, non avrebbe superato i due euro dall'acquisto al piatto. Io ero fortunato, avevo una famiglia che a cena poteva permettersi un pasto completo. C'erano famiglie che non avevano quelle possibilità economiche e confidavano nella mensa per poter dare ai loro figli la maggior parte delle calorie della giornata. Siamo cresciuti tutti bene, come sono cresciuti bene i lettori di questa rubrica. Oggi abbiamo il ministero che da una parte detta le linee nutrizionali ideali, dall'altra non fornisce la possibilità di tenere fede agli impegni nutrizionali. L'ottimo costa caro, lo sappiamo tutti e quando viene imposto bisogna anche predisporre i soldi necessari. Lo sappiamo tutti, tranne i burocrati della scuola. Che stato è il nostro che lascia a digiuno i bambini quando con pochissimi euro lo si potrebbe sfamare a sazietà? Allora, visto che lo stato ha fallito anche con il cibo per i bambini, non sarebbe meglio chiudere le mense scolastiche e mandare i bambini a mangiare da IKEA? Con 1.99 euro gli danno un piatto principale, la frutta, lo yogurt e l'acqua. Almeno mangiano, l'ambiente è dignitoso e colorato, e loro sono contenti. Ancora una volta un esercizio commerciale straniero fa meglio della nostra sussistenza statale pagata a carissimo prezzo con le tasse? Ricordo che quel pranzo non era proprio un piacere ma il ritorno a casa diventava una festa con la mia mamma che mi faceva trovare la merenda pronta e poi a cena mi serviva una cena saporita. Si, ci serviva. Eravamo felici per questo. Ci sentivamo amati. Fa bene LA presidentessA della camera a non voler più pubblicità con una famiglia seduta ad una tavola imbandita, pulita, bella, con una donna sorridente che prova piacere a nutrire i propri figli. Fa bene in quanto non bisogna date idee distorte tramite la TV. Che idea è quella di una nazione dove esistono famiglie che possono ancora permettersi un pasto completo? No no, con la decrescita felice le uniche pubblicità saranno quelle dove la gente è felice di avere fame, compresi i bambini nelle mense scolastiche. Un lettore al limite della pazienza.

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