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Giustizia inutile

Vi scrivo per raccontarvi la mia prima esperienza con la giustizia italiana. Il 28 luglio 2013 sono stato derubato del mio smartphone e subito il giorno successivo sono andato a denunciarne il furto in caserma dei Carabinieri di Boara Pisani (PD). Nella denuncia di furto ho fornito il codice IMEI del telefono, spesso sufficiente per rintracciare lo smartphone. Subito mi è stato detto che non c'erano speranze: l'operazione non sarebbe stata fatta perché troppo costosa. A quel punto, un po' rassegnato, ho iniziato a cercare esperienze simili in rete. Dopo qualche giorno (tramite un software gratuito) sono riuscito a ottenere il codice seriale della scheda sim inserita nel mio telefono dopo il furto e altre informazioni (escluse purtroppo le coordinate GPS). Subito sono andato dai carabinieri a fare un'integrazione di denuncia, i quali dal seriale della sim sono risaliti a nome e indirizzo di colui che stava utilizzando il mio smartphone e mi è stato detto che avrebbero mandato in procura la richiesta per un mandato di perquisizione. Dopo 7 settimane di attesa, il telefono è ancora in mano alla stessa persona (lo capisco dalle informazioni che vedo dal pc) e in caserma mi dicono che la procura non ha ancora preso in esame il caso. Come posso io, a 23 anni, credere nel futuro di questo paese se nemmeno nelle cose più semplici la giustizia funziona. Nicola Manfredini

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