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poniamo il caso

che Berlusconi non sia Berlusconi,ma un a persona normale come tutti noi,che ha una legittima reazione verso cio' che egli reputa una persecuzione nei suoi confronti e percio' costretto a subire un'indicibile ingiustizia senza pari. Mi domando percio': "sentendomi vittima oppressa da un tale sistema,ritenendomi completamente innocente,perche' ho la coscienza di essere innocente ed essere quindi accusato per colpe che non ho,come reagirei? Certamente,potendo,proclamerei ai quattro venti la mia innocenza,anzi la griderei con tutta la forza che ho,perche' e' la verita' e devo esternarla essendo l'unica mia difesa quella di poter parlare.D'altro canto la giustizia espressa dalla magistratura,come la storia ci dimostra,non sempre collima con il concetto assoluto ed inconfutabile di giusto.Il caso Tortora e' emblematico,ma non solo perche' sovente la cronaca giudiziaria ci offre molteplici casi di madornali e tragici errori giudiziari senza poi contare quelli che non appaiono per l'avvenuto suicidio in carcere di presunti colpevoli ma che rispecchiano la condizione del primo caso.Va da se che la giustizia diventa una variabile e il benficio del dubbio e' una normale conseguenza.Ora ritornando al cittadino Berlusconi,combinando i fattori suddetti,basta una minima riflessione con onesta' intellettuale per concedergli,secondo me giustamente cio' che anche a lui, spetta di diritto, ovvero il beneficio del dubbio,fatto che a mio avviso dimostrerebbe da parte nostra una maggiore maturita' civile ed intellettuale.

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