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qualche contraddizione nella figura di Francesco

Egregio Direttore Belpietro In questo periodo di massima turbolenza politica legata prevalentemente alle vicissitudini giudiziarie e non di Silvio Berlusconi, ho seguito, peraltro senza grande passione, le ultime trovate pubblicitarie (questa almeno è la prima impressione) di Papa Francesco, di cui tutto o quasi si può dire tranne che sia l'interprete di un autententico messaggio apostolico. Sarà un grave peccato criticare un Pontefice? Spero di no. Mi sono ricordato di una lettera inviataLe due volte in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù tenutasi a Rio de Janeiro e due volte non pubblicata, forse perché ritenuta indebita e contraria all'etica del Suo quotidiano. Se questo è stato il motivo della censura, sono molto dispiaciuto, perché agli occhi di chi l'ha letta, forse Lei stesso, devo aver fatto una brutta figura. Purtroppo, questo è il mio temperamento: dico ciò che penso e non so, e non voglio, dissimulare. In mancanza di qualche idea sull'attuale momento politico che possa dirsi originale, in mezzo ad una ridda di notizie, indiscrezioni, ipotesi etc. che ogni giorno leggo e sento, vorrei riproporre, se posso, qualche brano della lettera a suo tempo censurata, sperando in una sorte migliore. In caso di ulteriore censura, prometto che non tornerò mai più sull'argomento. Dunque, ecco "il meglio" di quanto avevo scritto a suo tempo. Ho assistito, girando su vari canali, a parte delle trasmissioni sul viaggio di Papa Francesco in Brasile, incominciando dall'improvvisato tour per le strade di Rio de Janeiro, con il caos che ne è seguito, per finire con la grandiosa manifestazione lungo la spiaggia di Copacabana. Ne ho provato un senso di disagio. Inclusa la recita dei reciproci ossequi e degli abbracci e baci con la Presidenta Dilma Rousseff, dal passato barricadero e protrettrice di un criminale come Battisti. Ma il motivo del disagio è un altro. Quando ci sarà qualcuno (se mai ci sarà) che avrà la possibilità ed anche il coraggio di stimare i costi di questa gigantesca kermesse, che non è difficile prevedere enormi (quale Giornata? una settimana...), allora sarà forse lecito chiedersi se i più miserabili del sud del mondo, che ogni giorno muoiono di malattie, di stenti, di fame (!), troveranno qualche motivo per provare un senso di sollievo dalla loro condizione disperata nella spettacolarizzazione della personale figura del Pontefice, che Papa Francesco (paladino dei poveri) ha interpretato così bene in questa circostanza, compiaciuto di passare tra ali di folla festante. Penso ad esempio (anche perché è stato l'evento tra quelli di maggiore spettacolo) alla spiaggia di Copacabana, bellissimo simbolo di “povertà”, purificato da luogo di esibizione di bellezze seminude a sede di profondi messaggi ecumenici. Per brevità, GMG: un happening mondiale di giovani che temo abbia avuto ben poco di veramente spirituale e che mi sembra invece abbia trovato la sua vera ragion d'essere nell'osanna fin froppo esaltato alla figura di Papa Bergoglio, raggiante per il tripudio che lo ha circondato, altro che sobrio. Neppure il Papa dei poveri sembra essersi sottratto alla vanità molto umana di un successo tutto personale.

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