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il dopo

Carissimo Direttore, mi sembra che non si comprenda cosa stia accadendo. provo a riassumere. Da una parte c'è una persona che a ragione o a torto non sta a me giudicare, dopo millanta processi ha subito una condanna in terzo grado e non c'è remissione, la deve scontare. Dall'altra c'è un partito completamente allo sbando, basato solo ed esclusivamente su quella figura, la quale con molta cecità e approssimazione non ha mai voluto considerare il suo DOPO. Forse avrà pensato : Dopo di me il Diluvio... Non è certo uomo di grandi vedute, mi verrebbe da dire, ho 66 anni e me lo posso permettere. In una terza parte infine c'è un Paese di 60 milioni di persone, appeso come una scamorza alla mercè delle pretese di quel signore, di quel partito, entità cui, si badi bene, mai ho fatto mancare il mio appoggio, solo che ora la fune è veramente in tensione. Quel tipo non comprende che de v e s o l o sparire, perchè se anche non dovesse decadere, ha reciso il cordone di credibilità e di complicità col resto del suo mondo. In molti si dissoceranno dalla sua pretesa, e lo abbandoneranno. Lui vuole solo evitare le conseguenze della sua condanna, non gliene frega un tubo nè dei seguaci nè tantomeno del Paese, ritiene vuole e pretende di essere superiore alla legge, legge che spesso sbaglia , glielo concedo anche, ma in ogni caso o la si cambia o la si rispetta, non la si può calpestare, sarebbe un precedente carico di pericolose conseguenze. Un comune mortale, uno "degli Altri" come noi, potrebbe fare e/o pretendere quel che lui fa o pretende?! Se lo può solo sognare, lo avrebbero già sbattuto dentro e buttato via la chiave. Che lui sia d'accordo o no, che lo sia Libero o Belpietro o Riccardo o Gesù Cristo, sarebbe del tutto ininfluente. Non crede Direttore?

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