Cerca

Letta seguace di Monti

Egregio Direttore, Enrico Letta, con orgoglio dice di aver rappresentato l‘Italia, lo fa – niente poco di meno che –a Wall Street. Ho provato emozione, lo confesso ho provato un senso di appartenenza … No, No, non avete compreso bene, il mio senso di appartenenza non era verso Enrico Letta, ma per la bandiera americana che era dietro di lui. Depositando altrove la mia Ironia, devo esprimere a malincuore la situazione italiana dal punto di vista politico, perché la gente non comprende e forse non capirà ancora cosa significasse la presenza dell’attuale Presidente del Consiglio proprio a Wall Street. Non c’è da essere orgogliosi, perché, per quanto io ami l’America, Wall Street non è la sede per garantire agli industriali di investire - magari siamo noi che regaliamo pezzi della Fiat all’America - ma penso ci conduca verso oscure manovre bancarie a discapito dei cittadini. Ecco come la storia mostra tutta la sua logica. Dopo Monti, quest’ultimo uno dei capisaldi della formazione della moneta unica e – quindi - grande sostenitore delle Banche, viene sostituito da Enrico Letta, colui che - alla prima seduta di Mario Monti in parlamento per chiedere la fiducia del suo mandato come Primo Ministro – scrisse un bigliettino al veterano Commissario Europeo come se fosse il salvatore. Sarà coincidenza, ma la successione al trono è lampante, e l’urlo dell’imbarazzo del neo-primo Ministro è destinato a cadere nel vuoto, perché è stato determinante a costruire una politica a favore delle Banche a discapito dell’Italia, viceversa i Partiti PDL e Lega Nord hanno lottato per ricostruire l’Italia fuori da questo disastroso vortice bancario dell’Europa. Sia proprio E. Letta, quindi, a rivendicare l’errore delle forze politiche del centro-destra mi induce a sottolineare la sua ipocrisia rivestita da uomo bonario salvatore – come Monti – dell’Italia. Cordiali saluti, dr. Lino Arenare

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog