Cerca

METAMENTI

Egregio Direttore, volutamente non ho mai parlato di Berlusconi perché, negli ultimi tempi, le sue decisioni politiche erano troppo condizionate da motivi contingenti che inficiavano la decifrabilità di comportamenti che necessariamente avrebbero avuto una ricaduta sulla dialettica politica. Il Berlusconi braccato dalle procure, che stanno man mano chiudendo il cerchio di ferro, dopo venti anni di scaramucce giudiziarie, che apparentemente hanno lasciato pochi strascichi nell’animo e nella politica del premier, costituendo,invece, un punto di forza per ottenere consenso, alla fine ha dato l’impressione di esporre il fianco vulnerabile, logorando e minando alla base le sue indiscusse capacità decisionali. Sinceramente sconcerta l’imposizione delle dimissioni ai ministri PDL, dopo l’inusuale procedura delle dimissioni parlamentari correlate alla decadenza dal Senato dell’On. Berlusconi. Molto hanno influito questioni di principio che conducono allo scontro e non alla mediazione politica. Sembra quasi di assistere ad un copione già scritto del cui contenuto gli attori venivano informati, senza potersi ritirare, man mano che procedevano gli eventi. Diventavano, insomma, protagonisti inconsapevoli di un evento la cui ineluttabilità era già scritta. Nota è la dichiarata indisponibilità dei ministri PDL di togliere l’appoggio a Letta, eppure dopo le annunciate dimissioni dei parlamentari, che nella trama del racconto stavano a rappresentare la solidarietà di tutti verso il proprio leader, nel quale tutti si riconoscevano, paladini di una causa che, stricto iure, aveva un senso e credibilità, basandosi su principi giuridici e costituzionali tutti da valutare, nel secondo caso si andava a colpire la politica nella sua essenza di rappresentatività democratica, che investiva il destino del governo in carica e nella pratica il destino degli elettori. Mi rifiuto di credere che l’On. Berlusconi sia arrivato a simili conseguenze per arrecare danno all’Italia, preferisco piuttosto credere ad un suo piano molto sofisticato che produca un nuovo scenario. Nonostante i suoi detrattori molto poco sereni, ritengo Berlusconi uno statista di notevoli capacità che unisce alla visione politica conoscenze ed esperienze sul campo che inevitabilmente lo distinguono da altri comuni politici. E’ tremendamente vero che ha interessi personali nella politica, ma è altrettanto vero che questi interessi personali sono strettamente collegati a migliaia di lavoratori di cui un tyicoon debba per forza preoccuparsi. Ed arrivo ad una conclusione che può sembrare paradossale, ma che nel contempo può definire uno scenario possibile in futuro. Berlusconi ha una visione globale della politica ed è perfettamente consapevole che queste sue imposizioni possono causare una definitiva scissione nel PDL, il cui destino di permanenza nel partito popolare in Europa è fortemente messo in discussione. Sa bene che è impossibile andare avanti in queste condizioni e l’azienda Italia necessita di un forte scossone democratico per avviare un percorso di risoluzione dei problemi. L’unica cura consiste nel superamento di una certa politica, che prevede, altresì, l’accantonamento definitivo di una antiquata politica legata ad obsolete ideologie che continuano a danneggiare l’Italia, causando contrapposizioni insanabili, causa prima del caos che da sempre governa l’Italia. Consapevole della sua naturale decadenza, ritengo che queste sue oggettivamente ultime mosse politiche bene rappresentino il termine metamenti, ovvero una inversione di tendenza che faccia piazza pulita di una politica troppo politicizzata, faziosa e miope, per restituire alla politica il senso ed il significato originale di arte del governare, attento ai problemi ed ai bisogni della gente. Senza dubbio è questa una mia opinione, ma non vedo altra interpretazione a questo scossone che colpisce indistintamente destra e sinistra. Basta leggere le reazioni di una parte e dell’altra per capire che non hanno capito niente, perché il piano strategico di Berlusconi nasconde una realtà molto più articolata, se si eviteranno ulteriori iniezioni di ossigeno all’attuale governo di larghe intese. La larga intesa è valida se attuata democraticamente col consenso dei cittadini. Constatata l’inesistenza di un vero leader nella destra, le conseguenze del suo scioccante gesto politico di rottura conducono, scientemente o incoscientemente, direttamente al passaggio di consegne al Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, suo alter ego, l’unico che, suo malgrado, può mettere tutti d’accordo e raggiungere quel tipo di pacificazione nazionale che è alla base delle aspirazioni politiche di Berlusconi. ANTONIO MIRABILE

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog