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Pubblica Amministrazione e sanità Pubblica e privata Trentina

Spett.le Redazione; Voglio con la presente e i relativi allegati, segnalare quanto qui in trentino accade in materia di Sanità Pubblica e Pubblica Amministrazione per eventi che sono tutt'ora ancora insoluti per quanto concerne l'applicazione del D.Lgs 196/03 Legge sulla Privacy in relazione a fatti a me accaduti e le disposizioni di Legge non ottemperate dall'Ente Pubblico Sanitario da ben 6 Anni in attesa di ottenere quanto a me dovuto in base alle disposizioni dell'ART 7 della medesima legge. ( Trattamento dei dati Personali). Segnalo il presente caso con in allegato una relazione di massima, poichè tutte le documentazioni da me prodotte, (Disponibili qualora si intendesse visionarle) consistenti in documentazioni da me inviate in ben sei anni, dal 2007 al 2012, all'Ente Sanitario Pubblico ed alla Procura della repubblica presso il Tribunale di Trento; al Garante in Roma, non ha prodotto alcun esito degno di nota, tanto che ad oggi 2013 sono ancora in attesa di qualche decisione da parte delle Istituzioni competenti al fine di poter visione ed eventualmente chiamare in causa chi non avesse rispettato quanto previsto in materia di Privacy, secondo il regolamento stesso. Distinti Saluti Macchi Pierantonio Trento. Sono un cittadino membro dello Stato Italiano nato a Trento con residenza da sempre nella stessa Provincia. Mi trovo nella necessità, a seguito anche di quanto preventivamente comunicato ai vari soggetti e uffici competenti interessati ( Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento, Procura della Repubblica di Trento, Garante in Roma Garante dell’Unione Europea in Bruxelles ) fornendo una dettagliata e completa documentazione a partire dal mese di Dicembre 2007, e quindi ad oggi sono trascorsi ben sei anni , il cui scopo era quello di ottenere tutte le notizie di carattere sanitario di mia pertinenza , documentazione anche prevista dal D.Lgs 196/03 all’ART 7 e che ben specifico nelle mie richieste , in quanto sono stato oggetto delle più vergognose e umilianti vessazioni con pubblicizzazione di dati miei personali sensibili e non , riportati nel contesto sociale in cui vivo con la volontà di escludermi dalla vita lavorativa , sociale qui in questa provincia di Trento , considerati anche i successivi atteggiamenti violenti e denigratori messi in atto, non solo da parte di chi ho chiamato a rispondere della mancata applicazione delle Leggi volute da questo Paese su indicazione e regolamentazione della U.E,, ma anche da chi avrebbe dovuto fare rispettare la stessa. Questo ente sanitario trentino, con i suoi dirigenti funzionari e assessori competenti in materia di sanità pubblica e politiche sociali , usano questi mezzi spregevoli e vigliacchi, per mascherare ed insabbiare con l’unico scopo di preservare l’interesse generale , a discapito dell’interesse dei singoli, i propri errori e le proprie manchevolezze , i propri atteggiamenti inaccettabili per una professione, quella sanitaria, le cui violenze psicologiche e ricattatorie nei confronti degli utenti delle medesime strutture sanitarie trentine sono all’ordine del giorno. Inutile dire che questa provincia di Trento che pare e appare agli occhi esterni, un “modello” da seguire come spesso viene pubblicato sui meedia nazionali , o come risulta da sondaggi più o meno attendibili , e come molto spesso la politica trentina ne fa uso per acclamare la propria serietà e professionalità nella gestione del pubblico, dati che vorrebbero essere utilizzati quale esempio per quella parte del Paese che non ha pari dimostrazione a detta dei nostri “esperti” di virtù e pregio che per ovvi motivi di disponibilità economica più che per reale capacità o per moralità pubblica ;Disponibilità economica gestita in molte occasioni male con superficialità nella spesa e negli obiettivi delle politiche economiche sociali , con spreco di danaro pubblico ; interventi spesso di finanza pubblica sulla proprietà o attività private; scellerati investimenti senza alcun ritorno economico; lavori pubblici male e per nulla ponderati con l’unico interesse in molti casi del potere politico e della ricaduta popolare ai fini del consenso elettorale senza un reale obiettivo di fattibilità e di buon senso; scellerate prese di posizione su argomenti di interesse nazionale o sovrannazionale a dimostrare la propria indipendenza decisionale al Paese anche contro ogni logica ; atteggiamenti politici gerarchici dal sapore di altri tempi; nessun rischio di impresa per quelle realtà economico imprenditoriali di una certa rilevanza ove i finanziamenti pubblici intervengono in salvataggio nei momenti di difficoltà in modo discriminante e a discapito di chi lavora con cognizione di causa professionalità e serietà ; dirigenti super pagati a fronte spesso di nessuna responsabilità personale , gestioni di attività pubbliche o con partecipazione pubblica fallimentari o peggio ancora con interressi privati al di fuori della legge o presenza di reati di corruzione ., concussione, peculato che sono diffusi e radicati e all’ordine del giorno a differenza di ciò che si vorrebbe far credere , intolleranti e poco trasparenti atteggiamenti all’interno di molti servizi di enti pubblici, attività private, realtà imprenditoriali , ordini professionali. Per quanto riguarda la sanità pubblica e privata trentina, avvengono fatti , tra le mura di questi ospedali trentini, ma anche nel privato, ove alcune politiche sociali , che sono il frutto di progetti il cui scopo pare a volte solo quello del raggiungimento di obiettivi economici personali più che la reale necessità e soprattutto fattibilità di quanto elaborato ( Si veda in proposito il progetto dei consultori per i giovani senza alcuna garanzia di serietà professionale nel merito dell’utilizzo di personale altamente qualificato considerata la delicatezza del progetto messo in campo ) Le cose che avvengono all’interno di questo ente sanitario, e non solo, sono il frutto di personale ad ogni livello che intende la deontologia professionale, i propri comportamenti, i regolamenti interni e le leggi volute dallo Stato e dall’UE, soltanto quale opzionale , tanto che spesso ci si trova al cospetto di personaggi con problematiche di alcolpatia , droga ludopatia; che frequentano reparti ed uffici, compresi quelli della sede principale dell’ente pubblico trentino, e che utilizzano come fossero case di tolleranza poiché vi si trova nei loro uffici di tutto, dai preservativi usati in poi - Ed è proprio nei corridoio di questi reparti, ma più grave ancora nei corridoi della sede dell’ente sanitario trentino, nelle sale riunioni , che funzionari o dipendenti insultano e diffamano gli utenti delle strutture sanitarie rendendo note le patologia che riguardano dati anche sensibili. E’ indegno che questi dirigenti , questi funzionari questa sorta di dipendenti pubblici e di conseguenza i loro responsabili politici ; il loro assessore ; personale, medico paramedico tecnico amministrativo di accedere ,di usare e divulgare all’interno ed all’esterno delle strutture sanitarie, in modo del tutto improprio i dati dei pazienti, che dovrebbero essere oltremodo protetti con sistemi sicuri come la legge prevede. Ora diviene chiaro, che qualsiasi sistema di sicurezza previsto, come anche indicato dal Garante in Roma, diviene assolutamente inutile se alla base di ciò, non esiste la serietà professionale degli addetti , che pure sono previste già dalla deontologia professionale medica e paramedica , ancor prima che da regolamenti interni, leggi . D’altra parte l’uso delle sostanze alcoliche pone il trentino al primo posto nel Paese e la realtà della sanità non ne è esente, anzi rappresenta la fonte principale del problema stesso considerato che raccoglie quella parte della feccia della società trentina. Non solo ma l’esempio viene dall’alto ed avere un Primo Cittadino a cui è stata ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza, è un segnale preoccupante, poco edificante e di impatto devastante per i giovani e per chi si cura dall’alcolismo o dalle droghe. Se a questo aggiungiamo che il primario dell’ex SERT di Trento, rilascia dichiarazioni alla stampa , dichiarazioni , tra l’altro smentite da fonti giunte da più parti, sulla impossibilità di guarigione dei soggetti portatori di tossico dipendenze dalla assuefazione alle sostanze ,si potrà meglio capire quale sia la capacità ma soprattutto lo stato della sanità trentina che pare essere nel merito delle politiche sociali e della serietà professionale allo sbando completo come buona parte della dirigenza politica di questa Provincia che ha in tal senso molte, moltissime responsabilità e di cui si dovrà fare carico. Vi sono medici, paramedici, impiegati ogni livello che fanno uso costante di bevande alcoliche durante le ore di lavoro, non è dato sapere se le leggi nella materia che pure vi sono , siano rispettate per le opportune fasi di disintossicazione e recupero; Diviene peraltro evidente il fatto che in questo contesto di malattia cronica , con conseguente riflesso negativo sulle capacità mentali , in ogni contesto della vita quotidiana , incida in maniera determinante sul rispetto delle regole comportamentali , siano esse relative alla conduzione della attività lavorativa , quanto in relazione alla garanzia di tutela dei dati personali degli utenti delle strutture sanitarie . E’ inutile dire quindi che qualsiasi valutazione espressa nei confronti di chi che sia , divenga oggetto di seria analisi anche da chi non è addetto ai lavori e di conseguenza è sempre consigliata una contro verifica in altri centri più seri e meno inquinati da queste gravi gravissime problematiche. Altrettanto Grave , gravissimo che non vi sia una consapevolezza della gravità di ciò che stà accadendo qui in trentino in questo contesto e pare proprio che a nessuno interessi e che è invece è una questione di cultura, educazione e rispetto prima ancora che di dignità personale, che è fin troppo evidente questa provincia non è in grado né di affrontare né di gestire considerata la totale inadeguatezza culturale dei suoi assessori e dirigenti. Ho fatto presente anche al Ministero della Salute in Roma, Onorevole Lorenzin , oltre che aver allacciato contatti con il Garante in materia di Privacy in Bruxelles , della situazione di Trento, e mia personale che sarà mia intenzione e cura come già detto dalle prime fasi di questa vicenda, ove avevo già notato la volontà di non adempiere alle mie richieste da parte dell’ente sanitario trentino, di giungere ad ogni costo ad una soddisfacente conclusione di quanto qui dico , e che ho già segnalato ed approfondito in sei anni di richieste rimaste inevase, comprese quelle inoltrate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trento ed al Garante in Roma. Ma non vi è solo l’aspetto alcol , che pure da studi recenti viene considerata la droga più pericolosa e diffusa in assoluto, ma vi sono anche altri aspetti che rendono questo ente sanitario, più simile ad un FKK che non una azienda sanitaria pubblica. In realtà all’interno dei vari uffici e reparti , si susseguono atteggiamenti del personale ( Come d’altra parte lo era anche nel passato ed in tal senso è sufficiente vedere quante siano le famiglie sfasciate che costituiscono vecchi e nuovi dipendenti e/o dirigenti dell’azienda di un tempo ) che fanno apparire le strutture sanitarie trentine più simili ad happy hours e case di tolleranza , comportamenti di dipendenti pubblici con interessi privati, corruzione , concussione, mobbing, ne sono piene le cronache ma nonostante questo , le loro politiche sociali come ben dimostrano i fatti, sono costruite sulle patologie degli utenti con tanto di insulti delazione pubblicizzazione come già sopra evidenziato , in parole povere ma ricche di significato, questa sanità pubblica trentina sarebbe da commissariare come in parte ( Non ufficialmente) è già avvenuto dopo i primi articoli apparsi sui giornali locali che mettevano in evidenza questi problemi poiché noto era divenuto l’accaduto ad una dipendente di un reparto ospedaliero del santa Chiara di Trento in materia della propria privacy violata già quando io avevo sollevato la questione da almeno due anni. Pare nella realtà dei fatti, che questa provincia di Trento, sia completamente allo sbando, alla ricerca del bandolo della matassa poiché sono troppi i fatti che si susseguono, quelli ovviamente noti in quanto molti moltissimi rimangono volutamente insabbiati. Nota poiché pubblicata anche dai quotidiani locali, e forse non ve ne era necessità, è anche ciò che accade negli uffici pubblici dell’ente provinciale, dove non diversamente che altrove viene messa in atto la transumanza di quei dipendenti pubblici, che dalle scrivanie dei propri luoghi di lavoro, si trasferiscono a pochi passi , nelle alcove delle prostitute orientali Non è importante che si frequentino o meno , non è questo il problema, bensì che non sia dato sapere se nell’occasione i dipendenti provinciali abbiano strisciato o meno il cartellino di uscita poiché configurerebbe un reato non averlo fatto. Ma attraversando la sede stradale, si accoppiano nelle stanze della prostituzione cinese piuttosto che nei locali di massaggiatrici un po spinte; nente di grave se questo fosse fatto fuori dall’orario di lavoro, a cartellino timbrato in uscita, ma si ha il ragionevole dubbio che ciò sia avvenuto anche durante le ore lavorative come avveniva normalmente nei reparti e negli uffici dell’azienda provinciale sanitaria trentina; ma forse i dirigenti, i politici e i funzionari dei vari servizi pubblici trentini, considerano tutto ciò una necessità per l’oneroso lavoro che i dipendenti pubblici esplicano nei loro servizi, tanto oberati di lavoro e così virtuosi nell’attaccamento più che allo stipendio mensile , al lavoro pubblico, da consigliare i dirigenti pubblici, politici in prima linea a concedere loro il tanto meritato premio di produzione ( Produzione di corruzione tra pubblico e privato; concussione e malaffare; prostitute e happy houers; lavori privati personali nelle ora di ufficio, preventivi lavori inadeguati, ecc ecc ) premio di produzione che considerato il difficilissimo momento economico nazionale, la disoccupazione e il fallimento di tante troppe imprese e realtà economiche anche qui in trentino, con la problematica degli esodati a stipendio zero, cassa integrazione in deroga continua e con scadenze prossime, forse sarebbe stato meglio evitare se non altro per una questione di solidarietà e di buon gusto con chi lavoro non ha e con quei cittadini che sono nella soglia di povertà e qui ve ne sono molti, ed anche nella considerazione che il Governo ha bloccato lo adeguamento degli stipendi pubblici per tutto l’anno 2014 proprio nella constatazione di quanto sopra detto, ma nonostante questo, sono tutti sul piede di guerra per scioperare a favore dei loro diritti. Ma i loro doveri vengono dopo, se vengono.? Questa è una vergogna autorizzata da quattro politicanti trentini che come ovunque hanno privilegiato i loro interessi per fare cassa (Consensi e voti) e che danno esempio di questo infame comportamento ai loro dipendenti. Scrisse su un quotidiano locale il nostro ex (Per fortuna) Governatore della Provincia di Trento; onorevole Dellai che ha approfittato di un autorevole nome come quello di Monti per traghettarsi a Roma quale capogruppo del movimento Scelta Civica , che non si dovno proporre esposti alla magistratura , nell’occasione in cui qualche privato cittadino aveva ritenuto il comportamento lesivo dell’ente pubblico nei suoi confronti fuori legge; ma si sarebbe dovuto impiegare il tempo nel lavoro ….atteggiamenti di gerarchia di altri tempi. Bisognerebbe che qualche parlamentare a Roma spiegasse all’onorevole Dellai che cosa giusta sarebbe che si occupasse dei suoi dipendenti e funzionari considerato quanto quanto stà accadendo nei loro uffici in orario di lavoro e si vergognasse di non rispettare i diritti sanciti dalla Costituzione Italiana ove la Magistratura rappresenta una istituzione all’interno di essa indipendente e questo è il segnale di una intolleranza verso chi vuole proporre i propri diritti e rispettare le leggi e le regole ; una vergogna che il territorio locale sia rappresentato da individui, che non hanno nemmeno il senso dello Stato e della democrazia. Ma tornando a quanto precedentemente detto , come già più volte denunciato non intendo che questa questione per certi aspetti penosi evidenziati da professionisti, o quanto meno considerati i propri atteggiamenti, lo vogliono dare ad intendere, qualunque siano gli elementi che debbano essermi consegnati ,come pretendo e come la legge prevede, come più volte ho affermato a dispetto del comportamento di troppe Istituzioni chiamate a rispondere, rimanga insoluta e tutte le responsabilità oggettive e soggettive, poiché ve ne sono , dovranno trovare la giuste collocazione a cui dovranno seguire i relativi provvedi,menti. Avevo scritto all’Onorevole Dellai , al Garante ed al Ministero della Sanità, ed affermato in più recenti scritti , che questa questione sarebbe divenuta di dominio pubblico, e se fino a qualche tempo addietro avevo mantenuto stretto il riserbo di ciò che inviavo sia alla Procura della Repubblica, quanto all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento; dai quali però non ho avuto segno evidente di uguale riservatezza , da qui in avanti provvederò ad informare i meedia nazionali come in questa occasione. Ognuno, nessuno escluso, si dovrà assumere le proprie responsabilità, e se qualche figura di “ spicco” del contesto visibile locale e delle Istituzioni ,continuerà nel voler affermare e discriminare con l’attribuzione di false patologie di malattia il sottoscritto, con l’unico scopo di coprire le proprie di responsabilità ma soprattutto irresponsabilità nella gestione dell’ente, , se ne dovrà fare ragione poiche ciò che scrivo corrisponde alla realtà delle cose e solo nel leggere le documentazioni da me prodotte , potrà essere stabilita una verità. Ho anche stimolato, inutilmente, gli interessati a sporgere querela o a proporre denuncia nei miei confronti, ma nessuno mai ha ritenuto fino ad oggi di chiamarmi in causa. Mi auguro che questi personaggi abbiano le carte in regola per poter tacciare il sottoscritto, perché nomi e fatti sono di mia conoscenza , e per quanto invece attinente i comportamenti di quella parte di società privata che ritiene , a torto, di essere esente da qualsiasi responsabilità , anche in questo caso se ne dovrà prendere atto poiché sarà mia cura mettere in evidenza, con gli opportuni atteggiamenti e modi, quali sono i comportamenti di quella parte della società trentina che si ritiene a toro di appartenere ai salotti buono della città. Per finire, allego alla presente, una lettera di denuncia/Esposto inviata alla Procura della Repubblica di Trento per fatti molto gravi, gravissimi che collegati o no anche a questa vicenda, frutto o no di volute ritorsioni comportamentali, chiariscono in parte, nella minima parte ciò che rappresenta per certi aspetti questa Provincia di Trento e più in particolare l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari con il suo assessorato, il suo assessore e i vari uffici competenti anche in materia di politiche sociali. Per quanto riguarda invece la questione della publicizzazione dei miei dati, e le gravi ripercussioni che vi sono state , sarà oggetto in futuro delle mia determinata volontà di portare alla luce anche questi atteggiamenti e chi dovrà rispondere lo farà nelle dovute sedi. Questo mio scritto non ha la pretesa di raccogliere consensi o solidarietà tanto meno aiuto legale ( Considerata la totale omertà presente sul territorio) o morale, bensì di illustrare le mie ragioni frutto di quanto accaduto e dei comportamenti scellerati di questa dirigenza politica trentina che necessita di fare comprendere a chi vede e ascolta da fuori ciò che si dice di questa provincia , che detiene tanti record di benessere e di qualità della vita da come risulta ( E come lo stesso ente pubblico trentino non manca di pubblicizzare ) ma che mette anche in evidenza l’altra faccia della medaglia come giusto sia e di cui nessuno parla e della gravità di ciò che tali atteggiamenti comportano. Ma se questi Trentini, che per altri aspetti, combattono l’identità italiana a favore di quella autonomista , ( L’autonomia se si vuole si difende realmente e con cognizione di causa mettendo in atto le regole e le leggi, senza propaganda con il solo scopo, come spesso accaduto, e risultato di rimarcare la propria autorità politica) come la presente questa identità trentina non è altro che il benessere economico dato dalle grandi disponibilità che l’autonomia garantisce e non certo per meriti personali ( Ad esclusione per verità di alcune realtà economiche e imprenditoriali di buon livello che sono comunque frutto delle proprie capacità e non certo dell’intervento dell’ente pubblico che tengono bene a distanza ) Questa realtà locale è l’esatta rappresentazione di qualche “patataro” che si sono trovati tra le mani una fortuna in danaro frutto di accordi oramai di altri tempi non più giustificati e giustificabili oggi in un momento in cui tutta la Nazione soffre e tutti, nessuno escluso deve fare la propria parte; in una Europa che si apre e non si chiude , da molti punti di vista una cultura Vuota dal buon senso dall’educazione e soprattutto dalla civiltà. La rappresentazione vera dell’Ignoranza e dell’Arroganza. Spett. Procura Della Repubblica RACCOMANDATA A/R Presso il Tribunale di Trento Largo Pigarelli ESPOSTO/DENUNCIA 38100 TRENTO Trento lì 2 Maggio 2012 Solo oggi a distanza di poco più di quattro mesi dalla data del decesso di mio Padre, Macchi Pietro, avvenuta nel giorno 9 Novembre 2011 presso la Casa di Riposo di Povo (TN) segnalo e denuncio a questa Procura, i comportamenti violenti fisici e verbali che sono stato l’oggetto delle mie sentite rimostranze verso il personale che accudiva mio Padre, atteggiamenti violenti rivolti verso la sua persona, in una situazione sua sanitaria particolarmente delicata e grave , senza alcun motivo giustificabile, e senza prestare il minimo rispetto e dignità verso la sua persona, la sua età, nella sua completa lucidità di pensiero e verbale tanto da poter egli stesso protestare per gli stessi atti assolutamente ingiustificabili che regolarmente subiva e soprattutto per il delicatissimo momento poche ore prima del suo trapasso la cui situazione era ben nota al personale medico e paramedico della casa di Riposo; e altrettanto denuncio quanto avvenne nell’occasione del suo ricovero presso l’Ospedale S.Camillo di Trento,nei mesi di luglio ed agosto dello stesso anno, dal personale e da medici del reparto di lunga degenza del piano quarto del nosocomio. Ad aggravare inoltre la situazione sanitaria, già di per sé notevolmente grave, mio Padre, dializzato dall’anno 2003, ha subito nell’occasione del suo ricovero presso la RSA di Povo, maldestri trattamenti fisici che nell’occasione gli hanno prodotto lesioni alla pleura con relativo versamento pleurico , Segnalo e denuncio questi fatti, che pure sono a conoscenza anche del personale direttivo della casa di riposo e dell’Ospedale S.Camillo di Trento che sono stati volutamente celati, a dimostrazione di ciò che dico, e di un medico della struttura privata e convenzionata S.Camillo il cui comportamento nei confronti di noi parenti è stato a dir poco vergognoso ed infamante pur non a conoscenza della realtà delle cose e dei fatti della nostra famiglia , del momento particolarmente delicato che anche noi figli stavamo attraversando, solo oggi. In quanto continuo a sentire e vedere dagli organi di stampa e radiotelevisivi locali, una martellante propaganda a favore delle strutture sanitarie trentine, sia pubbliche che private, e questo non corrisponde alla realtà dei fatti per quanto di mia diretta esperienza e conoscenza , a dimostrazione che si vuole mettere in evidenza con tale propaganda, che oramai posso definire senza essere smentito, di regime di questa Provincia , la bontà e la qualità dei servizi pubblici e privati in ogni contesto, mentre si dovrebbe avere il coraggio di lavorare in silenzio per sopperire a queste e ad altre situazioni che sono gravissime, e a garanzia anche di chi svolge il proprio lavoro con onestà e correttezza . Non ho potuto e voluto sporgere le relative denunce nei tempi e nelle modalità previste dalla Legge , in quanto solo io testimone visivo e uditivo dei fatti sopra descritti e poiché in quel momento non avevo certo la possibilità di procedere in tal senso, Chiedo pertanto a questo Spettabile Ufficio della Procura di Trento, qualora le mie osservazioni fossero ritenute sufficientemente valide per aprire un fascicolo di indagine, di poter appurare ciò che il sottoscritto denuncia e di perseguire qualora ve ne fossero le condizioni, i responsabili. Devo peraltro precisare, che mio padre, come per sua espressa volontà, è stato cremato in data 15 Novembre 2011, ma tutte le cartelle cliniche e sanitarie, sono custodite come dovrebbe essere per legge ,presso i relativi nosocomi e le residenze assistenziali. .Per doverosa completezza e informazione, devo precisare che le mie precedenti segnalazioni a questa Procura e riferite ai fatti miei personali denunciati , ( Si veda privacy relativamente all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento) possono anche essere concause degli atteggiamenti avvenuti nei confronti di mio padre ; ma non posso che prendere atto e denunciare , che questo ente pubblico trentino, questa sanità pubblica e privata per alcuni aspetti ed atteggiamenti di molti, sono l’esatto contrario di ciò che la dirigenza dell’Ente stesso vuole far apparire. Ed allora è necessario approfondire ciò che per anni ho taciuto solo per non usare gli stessi metodi vergognosi e di basso spessore che questo ente pubblico utilizza da sempre, l’immondizia e il lerciume che alcuni personaggi anche a livello dirigenziale di queste e di altre strutture usano sistematicamente per difendere le proprie mancanze ed i propri errori diffamando ed insultando , oggi anche con comportamenti elusivi, utenti e pazienti delle stesse strutture sanitarie , per coprire mancanze ed omissioni propri e dei propri dirigenti, al di fuori delle regole e della legge. Ciò che succede negli uffici e reparti di questo ente ed altre realtà sanitarie , compresa la sede dirigenziale dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento , non accade nemmeno sui marciapiedi della prostituzione dei più degradati ghetti , e la ”Sig.ra” Alimonta Claudia e il ”Sig.” Fabio Scatola ben sanno a cosa ci si riferisce considerati certi atteggiamenti che essi tengono all’interno dei loro uffici e negli orari di lavoro; e certe loro abitudini nell’uso dei personal computer il cui utilizzo non si può certo dire venga fatto in funzione della formazione e/o informazione ai fini professionali navigando in rete e utilizzando la posta elettronica in modo del tutto improprio, ma i server ( Memorie) dell’ente bene dovrebbero dare le risposte a quanto qui dico. Si chiede di prendere atto di quanto detto anche in relazione al ”Sig ” Fedrizzi Norberto e ad altri suoi colleghi dell’ufficio tecnico dell’ente sanitario e dai dipendenti tutti dell’Ente Pubblico e diviene quindi inevitabile poi leggere sui quotidiani locali, nonostante la propaganda e la censura di questo regime , che ospedali interi sono a rischio di crollo e devono essere rapidamente sgomberati come successo per il nosocomio di Mezzolombardo ( Per più di vent’anni parte della struttura era in evidente pericolo di collassamento senza che nessuno se ne sia mai reso conto , dirigenti e preposti compresi, e non per la successiva avvenuta restrizione delle norme tecniche e collaudi statici , ma bensì per la sua criticità statica evidente. La realtà è ben evidenziata anche nell’articolo del giornale l’Adige del 21 Marzo 2010) o piuttosto la chiusura di un intero blocco del nosocomio Santa Chiara per inagibilità dovuta a mancanza dei controlli di chi avrebbe dovuto porli in essere. Ma queste sono solo le notizie pubblicate sui quotidiani locali .Si chiede che tutti i dipendenti di queste strutture, vengano controllati sul luogo di lavoro ,i loro interessi personali svolti in orario lavorativo. Si verifichino i loro rapporti di promiscuità che tengono all’interno delle strutture pubbliche in orari di lavoro e si verifichino le loro integrità morali personali di cui tanto vanno fieri , tanto fieri da potersi concedere l’autorità di porre in atto le loro politiche sociali utilizzando come esempi da stigmatizzare gli utenti ed i pazienti con tanto di nome cognome e patologie rendendole pubbliche poi nei salotti di questa ”Trento bene” Invece di fare la formazione ed informazione seduti sulle ginocchia di qualche assessore competente nella materia, ( Oggi Consigliere di questa Provincia) , si impegnino ad aggiornarsi e a formare il personale come deve essere formato anche e soprattutto nel rispetto e nella dignità di tutti. Con Osservanza Macchi Pierantonio

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