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I Cattolici italiani e la politica

Egregio direttore, non so se mi diverte o mi disgusta maggiormente l’ipocrisia e lo sciacallaggio di certi politici “cattolici”. L’on. P. Casini tenta di risalire sul carro dei vincitori, come suo solito, criticando gli altri. Non ha capito, evidentemente, che gli Italiani hanno capito: divorziato, concubino e foraggiato dall’erario pubblico per il mantenimento dei propri figli, in Parlamento difende la famiglia tradizionale, i valori cattolici e affama chi ha doppia famiglia; a furia di saltare da un banchetto all’altro, è rimasto senza sedia, almeno finché qualcuno non gliene ha allungata una. Oggi però si presenta come il salvatore della patria e l’esorcista di Berlusconi in nome dell’integrità morale e intellettuale. M. Renzi scala il Pd seminando zizzania pur di scardinare il poteri che l’ostacolano. B. Quagliariello si riscopre “saggio” e assieme ad altri “moderati” tradisce Berlusconi, scoprendolo estremista. Insomma, mi ricordo di un prete del mio paese che per evitare che le “verginelle” fossero in peccato durante la messa della domenica, il sabato sera le invitava in canonica. In effetti nessuna di loro la domenica mattina aveva più bisogno né di peccare né di confessarsi.

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