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lettera a silvio

FRIZ Giuseppe Via Natolini 29/33100-Udine Tel.347-2153919 Lettera di un vecchio cittadino a Silvio Berlusconi Caro Silvio Sono un vecchio di quasi 85 anni (con questo aggettivo ci qualifica la società) e siccome io considero che tutti gli uomini sono uguali (del resto diamo del tu anche al Padreterno) mi permetto di darti del tu, anche perché, fra breve anche tu rientrerai in questa categoria. Sono un cittadino qualunque e con questa mia voglio esprimerti alcune personali considerazioni che ho maturato nel tempo e che in questi ultimi periodi mi si sono evidenziate con maggior vigore. Ho lottato nella mia vita, partendo da una situazione di precarietà, per raggiungere un certo benessere sociale, non tanto per me, quanto per la famiglia che mi ero ripromesso di creare. Ritengo di aver raggiunto questo scopo, dedicando tutto me stesso nei confronti di una dolcissima moglie, di tre bravi figli e di 5 splendidi nipoti. Ad un certo punto della mia vita però mi sono fermato anche se, come libero professionista, avrei potuto continuare (se mosso dall’avidità di voler produrre), al fine di poter godere in tranquillità i risultati di una vita dedicata al lavoro ed alla famiglia. Nessuno vuole negare i meriti che hai conseguito con il tuo lavoro, con le tue indubbie capacità, anche se qualcuno insinua attraverso scorciatoie, hai creato un impero, hai dato lavoro a migliaia di uomini, hai ricoperto incarichi prestigiosi in campo nazionale. E’ possibile che tutto quanto hai fatto, non soddisfi le tue ambizioni? A cosa serve il tuo perseverare nel continuare a darti da fare, se la tua vita sta diventando un inferno? E non dirmi che non è così! Quando in televisione guardo il tuo volto teso e gonfio per le notti insonni che tu stesso ai dichiarato di non poter riposare e lo paragono a quello di PAPA Francesco (non finiremo mai di ringraziare i Padreterno che ce lo ha regalato) disteso e sereno, mi chiedo chi nella vita ha fatto la scelta migliore. Ad una persona ancora più vecchia di me, giunta al limite della sua esperienza terrena, chiesi che cosa fosse rimasto in lui di tutta la sua vita passata. Mi rispose: . E’ possibile che un uomo intelligente come te non riesca a capire che non siamo eterni e come le stagioni abbiamo il nostro momento? A mio avviso il perseverare, nel portare le cose all’estremo, faccia male soprattutto a te . La natura ci ricorda che non siamo eterni. E che ci sono limiti che non vanno superati. Da parte mia sto godendo la vecchiaia con la mia adorata moglie, i miei figli e gli adoratissimi nipoti, passo il tempo preparando loro gustose marmellate, coltivo un piccolo orticello rispettando i ritmi che la natura mi ha dato e dormo sonni tranquilli. Questa è la vita che un nonno dovrebbe fare. Vorrei ricordarti che nelle tue mani ci sono le vite di molte famiglie, oppresse da mille problemi che a differenza di te non se li sono procurati ma li stanno subendo (non certamente solo per tua colpa). Una tua saggia decisione di accettare la situazione scaturita da 3 lunghissimi processi, sarebbe un atto di estrema umiltà; sarebbe a mio avviso quella di ritirarti e cambiare vita (non è mai troppo tardi), regalando a te ultimi anni di tranquillità e di pace interiore. Alla nostra età certe radicate convinzioni sono dure da cambiare soprattutto se le nostre scelte sono influenzate da una turba di “fanatici tirapiedi“ che amano darti consigli più in funzione dei loro personali interessi e privilegi che per il tuo bene. Il portare a termine le decisioni minacciate, provocheranno disastri che oltre a macchiare la tua coscienza, si scaricheranno sulle già provate situazioni famigliari arrivate al limite del collasso e su tutti gli italiani che tu continui a dire di amare e di lavorare per la loro felicità. Sono sempre stato un tuo fedele elettore ma queste ultime vicende mi hanno fatto cambiare idea. Considerato però i trascorsi, ho sentito la necessità di scriverti questo modesto messaggio anche se ho dei dubbi sul suo risultato, augurandomi però che possa stimolare in te qualche riflessione. Medita Silvio, medita. Udine 30-09-2013 Friz Giuseppe

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