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sciopero nazionale Rilevatori di Mercato

Il Comitato Lavoratori Consulmarketing Spa Caro Direttore, chiediamo spazio dalle colonne del suo giornale, per porre l'attenzione sul nostro caso. Siamo circa 300 lavoratori della ditta Consulmarketing S.P.A di Milano, azienda leader del Marketing Operativo, che opera su tutto il territorio nazionale. Siamo Rilevatori di Mercato professionisti. Dall'entrata in vigore della Legge Fornero viviamo l'incubo della stabilizzazione. Si abbiamo proprio detto incubo, in quanto la stabilizzazione per noi si è concretizzata in un demansionamento clamoroso, infatti nonostante il CCNL preveda per noi il terzo livello, siamo stati inquadrati al settimo, equiparandoci ai garzoni ed ai lavapiatti, con tutto il rispetto per queste due figure, che però svolgono attività ben differenti dalle nostre. Come se non bastasse il nostro stipendio netto, mediamente si aggira sui 600 euro mensili, sul quale però gravano tutti i costi relativi la nostra attività. Tanto per farle capire chi sono i Rilevatori di Mercato, parliamo di quegli operatori che dotati di terminale rilevano giornalmente dati quanti/qualitativi e sono presenti soprattutto all'interno della Grande Distribuzione Organizzata. Per raggiungere il nostro posto di lavoro dobbiamo percorrere diverse centinaia di chilometri giornalieri, con il nostro automezzo privato, a fronte di un rimborso risibile. Sui 600 euro di stipendio medio, gravano all'incirca 300 euro, di cui 200 euro di auto e 100 euro tra spese di conettività e trasferimento dati a mezzo linea telefonica fissa anch'essa a nostro carico, nonchè stampa sempre a nostro carico del materiale cartaceo necessario per svolgere le nostre mansioni. In buona sostanza lavoriamo per la bellezza di 300 euro netti mensili in media. Dopo i vari tentativi di ottenere migliori condizioni, siamo ora giunti alla proclamazione dello sciopero nazionale, che verrà effettuato nei giorni 1/2/3/4/5 Ottobre 2013. Speriamo vivamente che tramite questa iniziativa si possano ottenere condizioni di lavoro umane, con uno stipendio dignitoso che possa permettere la sopravvivenza alle nostre famiglie. A parte le responsabilità imputabili all'azienda, questa situazione è anche diretta conseguenza di una delle più indecenti riforme del lavoro che la nostra Repubblica ricordi, se ci avessero spiegato quali "frutti amari" avrebbe portato l'entrata in vigore della Legge Fornero, avremo tutti di gran lunga preferito rimanere precari, contrattualizzati a progetto, anzi paradossalmente ci sentiamo decisamente più precari di prima, e senza propsettive per il nostro futuro e per il futuro delle nostre famiglie.

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