Cerca

LEGNI PARLANTI

Caro Direttore: Da piccolo era una festa quando arrivava Nando, uno degli ultimi burattinai d'Italia che purtroppo ci ha lasciato alcuni anni fa, Piazzava la baracca nei giardinetti e subito un nugolo di bambini correva a godersi lo spettacolo dei burattini. Gioppino con tre gozzi sotto il mento, Brighella, Colombina, la strega dal collo lungo a telescopio, il diavolo rosso-nero, il negro "Maia Pàtina" (mangia lucido da scarpe), la principessa Zelinda e altri burattini scolpiti nel legno e colorati vivacemente ci facevano vivere un po' di tempo in un mondo fantastico. C'erano anche musiche e coreografie adatte alla rappresentazione e finiva sempre che Gioppino tirava fuori il "lapis copiatìf", un grosso randello con cui bastonava tutti i cattivi facendoci scoppiare dal ridere. A quei tempi non esistevano TV, PC o giochi elettronici e quelli erano gli unici passatempi che avevamo ma erano sani per il fisico e per la mente. "C'era una volta un pezzo di legno", così inizia la favola di Pinocchio, a me sarebbe piaciuto che un grande scrittore come Collodi avesse scritto anche di Gioppino che quando le cose andavano male rideva perché poi sarebbero andate bene e quando andavano bene piangeva perché dopo sarebbero andate male. Ora le cose vanno maluccio, chissà il legnoso Gioppino che risate si sarebbe fatto, perché se adesso va mele poi... non lo diciamo per scaramanzia, non si sa mai, zitti, muti, ssssssssssssssstttt...

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog