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L'incultura: la presunzione della sinistra

la sinistra, con la sua incultura e la sua arroganza, è storicamente responsabile del nostro dissesto fin dagli anni ’20. La marcia su Roma fu fatta soprattutto per contrastare la violenza rossa protetta in Francia dai nostri cugini, che stava ormai invadendo l’Europa. Stalin voleva comunistizzare l’Europa ma non aveva fatto i conti con le destre nazionaliste: Mussolini prima e Franco dopo riuscirono a fermare quella tristissima evoluzione culturale. Poi ebbero anche il coraggio di allearsi con il primo pazzo irresponsabile, Hitler, che tentò di approfittare della situazione difficile in cui versava l’Europa, trascinando nella lotta anche Mussolini, statista di caratura nettamente superiore ma abbandonato al proprio destino da francesi e inglesi che lo temevano politicamente. Poi ci fu la guerra persa che con l’entrata degli Stati Uniti che già ci aveva salvato con la prima guerra mondiale non ci fu alcuna possibilità di scampo. Intanto i sinistri non demordevano e nel ’44 iniziò il nostro secondo dissesto morale, spirituale e politico. Il “Migliore” spinse la cessione agli pseudo alleati dell’Istria, nell’indifferenza totale degli alleati e poi si continuò fino ad oggi, a convivere con i noti equivoci: Via Rasella, l’Italia nata dalla resistenza, la truffa del Tesoro di Dongo, il cattocomunismo sostenuto da una Chiesa debole e impicciona che aveva dimenticato la scomunica dei comunisti. Infatti, l’Italia, è l’unica nazione punita territorialmente dalla seconda guerra mondiale: Briga e Tenda prima e l’Istria subito dopo, mentre i tedeschi, i veri responsabili dei vari sconvolgimenti europei degli ultimi due secoli, sono stati premiati con la riunificazione, mentre la Germania, nazione inaffidabile non solo politicamente, doveva essere frantumata e far parte di altre comunità responsabili. Oggi, siamo al “redde rationem”: un presidente comunista che avalla un cattocomunistino incapace che fa la voce grossa. Inoltre, una moneta forte serve a una nazione ricca di risorse naturali, non ancora totalmente e pacificamente industrializzata per sfruttarle. Noi che possiamo contare su poco più di nulla, siamo un paese di trasformatori, abbiamo bisogno di una moneta debole, mentre Mortadella, che scrivo con la lettera maiuscola per rispetto all’insaccato bolognese, ci ha imposto euro per favorire i paesi più forti. Per finire, tutti i governi hanno incrementato il debito pubblico in passato ma Berlusconi, almeno, ebbe il coraggio di non farsi schiavizzare dalla Merkel come il nostro povero e piccolo Letta che ha accettato di inviare fondi alla Spagna tramite l’Europa, per acquistare Telecom. Letta, Napolitano, Boldrini, Grasso e Kyenge: a casa subito. E senza liquidazione.

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