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una famiglia in "salute" non è frutto della "fortuna"

Signor Direttore, una famiglia in "salute" non è frutto della "fortuna" come spesso si dice, ma dell'impegno e dei doveri che marito e moglie si assumono, e dai quali arrivano dei "beni". I primi "beni" sono i figli dai quali dipende il futuro della società, ma anche una vita soddisfacente per tutti i suoi componenti, nonni compresi, l'educazione alle virtù umane e sociali, la trasmissione del patrimonio culturale della famiglia, della fede religiosa. Gli studi affermano che la coppia sposata comporta per i figli maggiori possibilità di educazione, più assidua frequenza alla scuola, migliore riuscita negli studi e nel lavoro, minore probabilità di delinquenza, minore consumo di sigarette, alcool e droghe. Inoltre comporta meno mortalità infantile, migliore salute fisica ed equilibrio psichico per i figli e per gli stessi genitori, meno depressione per le donne, meno suicidi, maggiori aspettative di vita, produttività lavorativa, reddito economico, numero di proprietari di casa, meno probabilità per donne e bambini di cadere nella povertà, minori costi sociali per lo Stato. Stando a tali ricerche appare evidente quanto le famiglie sane contribuiscano a creare beni relazionali ed economici e quindi a promuovere coesione e sviluppo.

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