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Caro Silvio… tu parli con lingua biforcuta (per il bene del paese)

Gli anni d'oro sono lontani. Gli anni di Forza Italia e del Milan sul tetto del mondo. Gli anni di Milano 3 e delle grandi reti Mediaset. Gli anni della gioiosa discesa in politica e dei commentatori sportivi che si sono visti 'costretti' a gridare «Forza azzurri!», perché l'arte dell'ipocrisia è regina sul trono dacché esiste l'uomo. Poi l'uomo perfetto, l'uomo che non sbagliava mai, si è incrinato. La colpa è certo di quelle banderillas che sono state, con tanta precisione, conficcate su un mortale che era un toro. E allora i discorsi meravigliosi sono mutati nel politichese più stucchevole e all'orrenda rappresentazione siamo oramai costretti ad assistere da anni. Prima il leale sostegno al governo Monti (per il bene del paese), poi la rimozione del governo Monti (per il bene del paese); quindi l'appoggio al governo Letta (per il bene del paese), ora la crisi di governo (per il bene di paese). Infine la riconferma della fiducia (per il bene del paese). Caro Silvio, un atteggiamento simile è tipico del politico di professione e per nulla ti si addice. “Per il bene del paese” è frase che mi è giunta alla nausea. Tanti sono i politici rimasti in campo per il bene del paese, nonostante l'età e gli acciacchi, che mi pare di aleggiare tra i santi. Ma in realtà, qui, è l'inferno! Hai avuto un'idea. Le hai dato corpo. Ti hanno aggredito. Hai lottato e hai perso! Mi dispiace essere così schietto, ma ritengo che, a questo punto, la tua presenza sulla scena politica non rivesta più utilità alcuna (per il bene del paese). Pertanto concludo dicendo che la decadenza dalla tua carica politica non potrà che far del bene; al paese, ma soprattutto a te. Silvio, riguardati.

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