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MUCH ADO ABOUT NOTHING

Egregio Direttore, molto rumore per nulla, è il caso di fare riferimento alla pregevole tragicommedia di Shakespeare, per dare un senso a quanto accaduto nell’aula parlamentare, in occasione del voto di fiducia al governo Letta. Molto rumore per nulla, dopo divisioni e cambiamenti di rotta, si è ritornati alla situazione di partenza. Vero è che adesso non tutto è come prima. Molto rumore e trambusto nelle file del PDL condizioneranno duramente le scelte future del partito, niente è più come prima e finalmente una voce di dissenso è scaturita all’interno del partito e non dall’esterno rappresentato da Casini e Fini. Il dissenso interno pone le basi per un cambio di leadership con severe distinzioni nella linea politica. L’uscita di Fini e Casini non ha compromesso l’unità del partito, al contrario i nuovi dissenzienti fanno parte integrante del partito e per giunta difendono una linea politica di assoluta ortodossia, opposta al nucleo estremista rappresentato da Santanchè ed altri. Possiamo dire che ha vinto la linea ortodossa del PDL sulla frangia che sarebbe confluita nella nuova Forza Italia con deriva estremista. Tutto questo sconquasso non può che far bene al partito, perché apre una fase nuova di dialogo che fino all’altro ieri mancava. È sintomatico che ciò accade nel momento di massima difficoltà di Berlusconi e per la prima volta il PDL ingessato prova ad allargare gli orizzonti ed aprire gli occhi su un mondo che gli era precluso dallo strapotere di Berlusconi, che nessuno poteva e sapeva contrastare. Per il bene del centrodestra si aprono giorni difficili che solo una cifra di sana moderazione può condurre alla ricomposizione di una linea politica che riesca a compattare le forze che fanno riferimento alle idee di centrodestra. Antonio Mirabile

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