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Don "Mazzo"

Peremetto che la stimo per quello che fa. L'intervista che ha rilasciato a Servizio Pubblico non mi è piaciuto. Meno ancora il fatto che la gente abbia riso. La Comunità che dirige, per un uomo come Berlusconi, l'ha fatta immaginare come un Goulag. Secondo Lei, il "prigioniero" Berlusconi difficilmente potrebbe adattarsi alle rigide e umilianti regole a cui sarebbe sottoposto. Suvvia Don Mazzi, Berlusconi non è nato a Buckingham Palace e neppure è stato educato a parlare con l'erre moscia. Alzarsi alle sei e venti del mattino, servisrsi la colazione e fare un giretto nell'orticello per raccogliere qualche pomodoro, non mi sembra poi così umiliante e neppure faticoso. Tanto meno per uno come lui che di gavetta ne ha fatta tanta. Berlusconi è un "camaleonte". Sa trasformarsi e trarre vantaggio da qualsiasi situazione in cui si trovi. Credo in realtà che Lei voglia confrontarsi con lui. Dal suo atteggiamento, è evidente un palese di desiderio di protagonismo. Anche in trasferta, e su un campo ostile, Berlusconi avrebbe sicuramente la meglio. Si troverebbe di fronte un leader occulto che la metterebbe in ombra. Stia attento al personaggio. Chi lo conosce sa quanto sia contagioso e potrebbe contaminare anche uno di sani principi come Lei. Nelle segrete urne elettorali, forte del fatto che solo Dio vede, potrebbe scivolarle la matita sul simbolo Forza Italia.

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