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La nuova predicazione pauperista

Egregio Direttore mi permetto occuparla su una tematica che ormai coinvolge tutti: la conflittualità sociale sempre più esasperata, risultato dell’odio di classe alimentato da una predicazione che esalta il povero – quasi legittimato a delinquere perché protetto dalle attenuanti del suo status, originato dalla “inumana” competitività della società capitalistica (una volta, quando anche il piatto di minestra e la carne erano occasione di festa e nella predicazione ci si richiamava ai veri valori cristiani, le ville, le abitazioni signorili, modeste erano con porte e balconi sempre aperti) – e condanna il ricco, per definizione corruttore, sfruttatore, evasore, ladro, perché sottrae a proprio vantaggio beni eticamente spettanti alla comunità. Una predicazione attingente al catarismo e relativismo/materialismo marxista, ormai confuso con il messaggio evangelico che, invece, fa della persona il centro del creato e condanna la sua oggettivizzazione nell’ambito di una società dirigista/collettivista. Lo stesso giustizialismo è parte di questa cultura confliggente con la preliminare fiducia e rispetto del prossimo, richiamati con insistenza nella predicazione di Cristo (“scagli la prima pietra chi è senza peccato”). Il pauperismo imperante è motore di conflittualità sociale, di invidia e di prevenuta condanna del ricco, il più delle volte onesto attore/catalizzatore del progresso socio/economico, promosso con la sua generosa intraprendenza. E’ un predicare in un’unica direzione, che, nel mondo del Cattolicesimo, produce largo consenso mediatico, folle plaudenti, ma in piazza, mentre prosegue lo svuotamento delle chiese e delle vocazioni della vecchia Europa, vocata ormai al relativismo ed alla comprensione/accettazione delle culture diverse. Molti, espressione del vecchio mondo liberale/cattolico, sono sprofondati nella logorante tristezza, impotenti a contrastare, quantomeno politicamente, una prepotenza mediatica ed Istituzionale che ha ridotto alla silenziosa rassegnazione tanti animi liberali, autenticamente pacifici. Mi consenta un grazie sincero per la Sua libera, coraggiosa, sincera denuncia. Con stima Renzo Cadamuro

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