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“IL PIANISTA”, GLI EBREI E I CLANDESTINI.

Ho rivisto in questi giorni il film “Il Pianista”, che mi ha riportato indietro di settant’anni, quando russi e tedeschi realizzarono e completarono “L’Olocausto”, poi avallato anche da Mussolini che, pur odiando i tedeschi, emanò le famose leggi razziali. Non ho mai né capito, né giustificato quell’odio gratuito, ingiustificabile, che gli israeliti subirono allora, odio che continua ancora oggi, grazie ai soliti noti che vogliono riscrivere la storia: i sinistri komunisti. Tento di fare un parallelo con quei clandestini che affollano le nostre coste per fuggire alla guerra e alla distruzione ma anche per la facilità con la quale i nostri politici offrono cittadinanza, denaro e altro a illustri sconosciuti. In ogni modo c’è un’enorme differenza tra le due migrazioni, la prima imposta, la seconda favorita e allettata da promesse fantasiose che il nostro Letta ripete pedissequamente ogni giorno alla TV, alla presenza di bare vergognose che contengono le salme di persone attratte solo dal nostro buonismo. In Italia, more solito, i nostri piccoli politici parlano troppo e a vanvera, soprattutto dopo avere ricevuto la conferma anche da Berlusconi oltre che dai suoi giannizzeri: La conferma del governo Letta affosserà ancora la nazione ormai allo sbando, nelle mani d’incapaci e sostenuta da nullità come Boldrini, Grasso che insieme al presidente Napolitano tentano il “colpo di Stato” in bianco. Al di là del fatto che chi tenta di sbarcare fortunosamente è e rimane un clandestino che, solo per umanità si tenta di salvare (personalmente, se mi fosse capitato, se in difficoltà avrei tentato di salvare anche Stalin), é inutile continuare a fare paragoni con i nostri emigranti che si presentavano con documenti e non clandestinamente in America agli inizi del secolo scorso. La responsabilità di questi morti sulle spiagge di Lampedusa è di chi promette punto e basta. Quei morti saranno sulla coscienza, non certo nostra, ma di quei governanti guidati da Letta e K, che oggi si comportano come avrebbero dovuto, quando i nostri veri fratelli istriani, cacciati dalla loro terra, come gli ebrei prima, passando da Bologna la Dotta, non ebbero il permesso di scendere in città perché i kompagni non vollero. Attenzione a Letta, Boldrini, Kyenge, Napolitano e a tutti i loro accoliti, prima che distruggano quel poco che è rimasto della nostra immensa cultura e ricchezza. Entrare illegalmente in Italia è reato gravissimo che solo la nostra “esuberante” magistratura non persegue, mentre la politica dono loro la nostra ricchezza più grande: la cittadinanza. L’Italia, purtroppo, è una democrazia imperfetta, perché il potere è affidato al parlamento e non al popolo sovrano. Urge una riforma sostanziale, perché oltre a tutto, spesso il parlamento è in netto contrasto con il volere popolare: tagli delle spese e degli enti inutili più volte promessi, eliminazione delle province, accorpamento delle regioni, riduzione dei parlamentari e dell’apparato burocratico. Gli italiani sono più maturi dei loro rappresentanti, anche se la Kyenge pensa che si abbia il così detto anello al naso.

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