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SE VOGLIAMO ROVINARCI, QUESTA E' LA VIA MIGLIORE

A scopo informativo riporto quanto compare in Rete sui sempre più numerosi casi di truffa ai danni dell'Inps da parte degli immigrati che ottengono l'erogazione dell'assegno sociale per congiunti "over 65", in realtà residenti all'estero. Il fenomeno dei "furbetti del ricongiungimento familiare" è stato registrato e denunciato a più riprese in regioni come l'Emilia, la Toscana, il Veneto, il Friuli e non solo. In tempi di ristrettezze, il vitalizio elargito ai parenti degli immigrati inizia a pesare sulle casse del nostro ente previdenziale. Per l'anno 2012 l'assegno sociale è stato pari a un importo annuo di 5.577 euro, pari a 13 mensilità da 429 euro. Tale importo costituisce sia l'entità dell'assegno spettante, sia il limite di reddito oltre il quale non si ha più diritto a percepirlo. La platea dei possibili beneficiari si estende a tutti gli immigrati che hanno compiuto i 65 anni e non hanno redditi oppure sono sotto la soglia dei 5.577 euro. Il problema è che gli extracomunitari con carta di soggiorno in regola, residenti in Italia da dieci anni, possono presentare domanda di ricongiungimento familiare e fare arrivare in Italia genitori o parenti anziani, facendo così scattare un effetto moltiplicatore. Tutto deriva dalla legge 388 del 2000, inserita nella Finanziaria 2001 dell'allora governo Amato, che ha riconosciuto l'assegno sociale anche ai cittadini stranieri. Il governo di centrodestra nel 2009 è riuscito a restringere la possibilità di richiedere il ricongiungimento ai residenti in Italia "legalmente e continuativamente" da almeno dieci anni. Ma al di là dell'opportunità di una norma che consente di attingere alla cassaforte della nostra previdenza a chi non ha mai versato un euro di contributi nel nostro Paese, il problema sta anche nel buco nero dei ricongiungimenti fittizi. I casi di stranieri anziani che, attirati dal miraggio del guadagno facile, si trasferiscono e poi una volta avuto l'assegno sociale tornano in patria, quando invece dovrebbero avere in Italia la "residenza abituale", sono frequenti. La Guardia di Finanza solo nel 2011 ha individuato 270 fattispecie di questo tipo. Le Fiamme Gialle spiegano che smascherare la truffa non è semplice: "Bisogna fare controlli approfonditi verificando se una residenza è fittizia, controllare i vari visti sui passaporti, verificare le utenze e incrociare i dati, con poteri di polizia che magari altri enti dello Stato non hanno". Il fenomeno è in aumento su tutto il territorio nazionale e potrebbe assumere i contorni da assalto alla diligenza, visto che i residenti regolari sono più che triplicati negli ultimi dieci anni, superando i 4 milioni, con rimesse verso l'estero che ammontano a parecchi miliardi di euro l'anno (ma si stima che un ammontare analogo percorra vie ufficiose). Basta fare un giro sul web per trovare testimonianza del tam-tam in corso su questo tema. Vari siti dedicati agli stranieri spiegano le procedure e offrono consigli per accedere al beneficio. Senza contare che il fenomeno dei "vitalizi facili" non investe solo gli stranieri ma anche quegli Italiani che, pur avendo vissuto 10 anni in Italia, magari nei primi anni di vita, si sono poi trasferiti all'estero e attraverso residenze fittizie in Italia riescono a percepire anch'essi l'assegno sociale. Cordiali saluti.

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