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Il processo alle (cattive) intenzioni.

Sempre più disgustato dall'imponente strumentalizzazione che si sta facendo in questi giorni a proposito di tutta quella povera gente deceduta cercando di raggiungere le nostre coste, mi vengono spontanee alcune considerazioni, sopratutto a riguardo di cosa, eventualmente, abbiamo sbagliato. Considerando che TUTTI gli extracomunitari che, da anni, vengono intercettati nelle acque territoriali vengono recuperati e assistiti. Essendo un dato di fatto che l'Italia, al contrario di altre nazioni del mediterraneo, NON ostacola l'avvicinamento alle coste, anzi spesso la guardia costiera va alla ricerca dei barconi quando, semplicemente, giunti in acque territoriali telefonano, chiedendo aiuto, come qualcuno gli ha evidentemente consigliato di fare. Regnando in questo paese uno strano buonismo che ha, di fatto, reso vani tutto i, pochi, tentativi di proteggerci da una immigrazione incontrollata che NESSUN paese al mondo avvallerebbe con questa assenza di regole e questa flebile applicazione di quelle esistenti, mi piacerebbe sapere da chi si ostina a demonizzare una legge sull'immigrazione, dove abbiamo sbagliato. Forse se non ci fosse la bossi-fini l'incidente non sarebbe avvenuto? A parte fossilizzarsi sulle indicazioni di pensiero fornite dal partito, perché molta gente non è più in grado di pensare con la propria testa? Quello che si sta verificando è una schifosa e indegna strumentalizzazione per provare, finalmente, ad abolire le poche regole esistenti, e dare un bel colpo all'avverarsi del sogno di una certa sinistra benpensante. Si facendo un processo all'intenzione, che praticamente esiste solo sulla carta, di regolamentare l'accesso al nostro paese con qualche regola. Intenzione oltretutto fallimentare, perché all'atto pratico in Italia entra chiunque, e chiunque si ferma, non importa quanti decreti di espulsione abbia a carico. Qualcuno potrà non condividere l'intenzione, ma è veramente abberrante designare una intenzione mai concretizzata come causa di un tremendo incidente. Questa povera gente non segue regole, né di sicurezza, né di igiene, né di navigazione, né di buon senso. L'incidente, purtroppo, è sempre in agguato. Sarebbe avvenuto ugualmente, anche se non ci fosse la bossi-fini, anche se qui fosse terra di nessuno, anche se fossimo tutti di sinistra, sarebbero morti ugualmente, purtroppo. La soluzione va trovata, ma può essere considerata una soluzione né lasciare entrare chiunque, indiscriminatamente, né tantomeno andarli a prendere noi con le navi, come qualcuno ha farneticato in questi giorni. La soluzione la deve trovare questa contestatissima Europa, che sta lasciando a tutti gli effetti suo paese-porta da solo. Ho letto che spesso gli altri paesi comunitari rifiutano gli immigrati che hanno transitato per forza di cose dall'Italia, rispedendoli al mittente, dove il mittente è l'Italia. Forse, anziché cavalcare l'ipocrisia e il buonismo privo di senso, è veramente arrivato il momento di farci rispettare, in questa Europa capace solamente di imporre regole, spesso senza senso, e ridistribuire malamente fondi raccolti con sanzionamenti e procedure di commissariamento. Se davvero evitare che altra gente muoia in incidenti come questo è una priorità, tutti i paesi della comuntà, uniti, troveranno soluzioni efficaci e rapide. Altrimenti tutto questo rumore è solo l'insulso brusio di sottofondo della solita politica ipocrita.

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