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Immigrazione, asilo ed ipocrisia

In questi ultimi giorni campeggia su tutti i giornali e telegiornali la tragedia di Lampedusa. Giudici che si rammaricano di dover perseguire i clandestini sopravvissuti, e ministro Kyenge che piange al capezzali dei clandestini morti appellandosi ad un cambiamento della legge non piu' punizioni, ma attenzione verso la persona. Io sono incavolata da queste prese di posizione ingiustificate ed oltraggiose nei confronti degli italiani. Finora tutti, soprattutto i signori della sinistra, da Renzi, ad Epifani, allo stesso Letta hanno detto e ridetto che le leggi dello stato e le sentenze non fanno discusse, vanno applicate, ma a chi solo a Berlusconi, a Cangemi ed a pochi altri che non hanno la forza di contrapporsi. C'e' una legge, la Bossi- Fini che viene regolarmente disattesa, gli extra-comunitari che grazie a cio' violano qualsiasi regola di civile convivenza, si fanno mantenere, mentre lavorano in nero, non pagano la tassa sui rifiuti urbani, le spese condominiali, ma non solo ti lasciano l'immondizia davanti alla porta di casa o dell'ufficio, d'estate, quando il calore la fa fermentare ed oltre all'olezzo insopportabile ti trovi degli animaletti in casa. Ma la cosa bella e' che quando ti lamenti presso le autorita' la colpa e' di tutti, ma nessuno fa nulla....c'e' la privacy. Io vorrei chiedere a tutte queste persone cosi'..per bene..di buon cuore...perche' non accolgono in casa loro questi personaggi, che non hanno rispetto di nulla e di nessuno...invece di continuare ad affamare gli italiani, mantenendo, senza alcun ritegno i propri privilegi. Una cosa e' il buonismo a buon mercato, ed una cosa e' l'accogliere persone che vogliono lavorare ed integrarsi. Queste decisioni le debbono prendere solo gli italiani dato che sono loro che pagano i giudici ed il nostro caro ministro dell'integrazione che piange e si dispera in auto blu.

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