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L'autunno del nostro scontento.

Cerchiamo di esorcizzare le nostre paure e le nostre colpe con una patetica quanto vana sequenza di riti assolutori fatti di fiaccolate, palloncini, veglie di preghiera, orsacchiotti di pelouche e lacrimucce di circostanza. Ma i morti vengono da lontano e non solo geograficamente ; vengono da visite effettuate sulle nostre coste da personaggi che con improvvidi proclami di solidarietà e dichiarazioni ecumeniche mandano malintesi inviti ad eserciti di disperati a venire nel nostro Paese dove l'accoglienza è garantita. Nel frattempo altri personaggi pubblici sono occupati a scannarsi per prevalere gli uni sugli altri con scontri e perversi giochi di potere che hanno saturato la nostra capacità di sopportazione. Infine si assiste sgomenti allo spettacolo vagamente patibolare "dell'autore di tutte le disgrazie nazionali" che viene estromesso dalla scena politica accompagnato all'uscita da un codazzo di nemici gongolanti ed allegre tricoteuses che prossimamente non sapendo più di cosa occuparsi dovranno fare i conti con le loro pesantissime responsabilità e con un oscuro futuro che non saranno in grado di fronteggiare. Ci sarà una nemesi storica, c'è sempre stata.

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