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politically uncorrect: Il buonismo, i politicanti e le loro vittime ...

La becera pantomima dei nostri politicanti che si stracciano le vesti sarebbe esilarante se non fosse messa in scena su un assito di cadaveri. Non li salva dalle responsabilità nemmeno l’indignazione elevata a monito dai media che nel contempo non fa di noi dei colpevoli. In questo dramma si affoga con fin troppa facilità chi non è mai diventato notizia pur essendo stato inghiottito dallo stesso mare. E noi beceri ad abbassare gli occhi di fronte a questi nuovi morti perché esibiti, mentre per tutti gli altri partiti e mai arrivati ad un approdo che importa, non ci sono immagini da postare. Eppure tale orrore si consuma silenzioso di fronte alle nostre coste da anni. Il solo fatto del presupporre una tale evenienza avrebbe dovuto indignare ed indurre la politica e i questuanti che la fanno ad essere concreti, realisti e porre azioni perchè una tale possibilità non diventasse plausibile ed infine solo stima, statistica, calcoli per difetto. Questa ideologia delle porte aperte favorisce solo chi sfrutta la disperazione altrui senza aiutare minimamente chi soffre, senza porre passi importanti nella risoluzione di situazioni infuocate ed aberranti. Non voler prendere atto che la politica deve essere promozione di risposte congrue e lungimiranti che abbaiano un compimento fattivo trascina nel tempo e amplifica la sofferenza di intere popolazioni smembrate e dilaniate dai propri contrasti, alle quali il solo fatto del fuggire non si presta a soluzione. Siamo espliciti questi migranti nella maggior parte, quando non diventano manovalanza della criminalità, si chiudono in ghetti dove ricreano un microcosmo assimilabile a quanto lasciato. Fors'anche peggiore, per la mancanza di un sistema repressivo adeguato alla mentalità formata, trascinando nello stesso baratro gli indigeni che non hanno la possibilità e i mezzi per dileguarsi. E per fortuna abbiamo anche un ministro per l’integrazione! Quel che però esacerberà gli animi è vedere chi abbiamo preposto alla risoluzione pratica dell’organizzazione collettiva del nostro territorio approfittare di un tragico dramma per puntellare la propria inettitudine. Non potendo esimersi, dileguarsi o scomparire come sono soliti fare ad ogni accenno di burrasca o quando bisogna darsi da fare, aggrediscono la nostra coscienza, facendoci egoisti e colpevoli esibendo delle vittime, dimenticandosi con troppa facilità di tutti gli altri ingoiati dal mare (nostrum o meno) ... È esiziale si cerchi di tacitare la propria coscienza sfruttando quel senso di colpa indotto da quel briciolo di benessere che ancora non hanno asfissiato, come se il fatto di essere sazi fosse gratuito e non pagato al costo di fatiche, tribolazioni e anche sofferenze. E non mi riferisco solo a quelle che ci toccano oggi, ma anche a quelle patite dai nostri avi per darci un futuro migliore e che loro stanno rendendo vane nel nome di un vuoto buonismo da esibire nei salotti a la page, in tv e con la scorta!

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