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ANACHE L'EMERGENZA E' UN AFFARE

Caro Direttore, A seguire i dibattiti televisivi non solo viene lo sconforto ma anche l’atroce dubbio che in un mondo di “intelligenti” parolieri sei rimasto uno dei pochi stupidi. Si discetta in tema di economia e scienziati della moneta, unitamente a emergenti politici, fanno a gara a chi la dice più grossa. Si sparano numeri a vanvera quasi sempre in contraddizione tra loro e con i dati che dovrebbero essere ufficiali. Un esempio tra tutti: i governanti sostengono di aver operato massicci tagli alla spesa e poi ohibò, fatti i conti della serva, ci si accorge che la spesa è aumentata. Come se una massaia dopo un forzato digiuno settimanale si accorgesse di avere speso di più senza comprare niente. E poi che dire dell’IMU. Un giorno lo togliamo e il giorno dopo cerchiamo di rimetterlo. E per farlo pagare ad una buona fetta di contribuenti ci inventiamo che solo il 10% degli italiani è proprietario di una prima casa con rendita catastale superiore a € 750 (sic!!). Considerato che un appartamento di tre camere e doppi servizi a Roma, Milano, Torino, Venezia etc,etc. supera sicuramente questo valore qualcuno degli “intelligenti” vorrebbe farci credere che il 90% degli italiani abita in un mono massimo bilocale? Ma per favore…. E poi a fronte di una spesa annuale che supera gli 800 mld di euro anno, sempre i maghi dell’economia, non riescono a recuperare 1 o 2 miliardi? Ho provato a spiegarlo a mio nipote che ha 5 anni e non ci crede neanche lui. E poi a fronte di sciagure immani come quella di Lampedusa, su cui si sono avventati gli sciacalli dell’informazione, cui non è parso vero di poter riempire i notiziari di baggianate e disgustose strumentalizzazioni politiche, si fa a gara a chi la dice più grossa sugli interventi da adottare per prevenire le ripetute stragi. Si sostiene da parte anche delle più alte cariche dello Stato che l’abolizione del reato di immigrazione clandestina sarebbe uno degli strumenti di prevenzione. Una sorta di suggerimento ai criminali scafisti di esporre nei porti di partenza cartelli in cui si incoraggia l’imbarco verso un Paese che accoglie senza controlli rifugiati politici e non. Tanto per incrementare l’afflusso, le vergognose stragi e l’ammassamento di disperati in luoghi osceni privi delle più elementari strutture di accoglienza dove – a detta dei testimoni – neanche agli animali dovrebbe essere concesso di poter albergare. Ma se proprio si vuole sposare, non con insensate esternazioni, ma con sostanziali interventi la causa della solidarietà verso chi soffre e desidera legittimamente fuggire da un paese in guerra a dai suoi quotidiani errori, perché non si fa qualcosa per venire incontro a questi desiderata con un programma europeo di intervento per assistere i rifugiati e scongiurare trasporti clandestini organizzati da criminali che spesso finiscono in tragedia? Ma i Paesi europei (tranne forse la Germania) hanno dimenticato quanto impegno hanno profuso durante l’ultima guerra per salvare il più possibile i rifugiati ebrei dagli orrori dei campi di sterminio? Ed allora si faccia un ponte navale tra il nord Africa e l’Europa per coloro che vogliono fuggire da quei paesi in guerra e che tanto comunque quotidianamente cercano di approdare sulle nostre spiagge. Si potrebbero così controllare gli imbarchi, scoraggiare gli scafisti e i governi che sottobanco mangiano sui traffici della morte, programmare una destinazione ed una accoglienza umana nei paesi di destinazione (visto che il nostro è spesso solo di transito). Scusami direttore ma forse sostengo cose stupide e contro corrente. Oggi anche le emergenze rappresentano un business e quindi chi vuoi che condivida queste argomentazioni. Vive cordialità Bruno Barra

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