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No a indulto e amnistia

Signor direttore, come italiano inorridisco ascoltando le parole del presidente Napolitano, secondo il quale il problema dell'inadeguatezza delle carceri italiane si risolve a suon di indulto e amnistia. Fortunatamente in Italia è maturata, seppure lentamente, una cultura che porta a rifiutare l'idea delle sanatorie: dal condono edilizio a quello fiscale, gli esempi si sprecano. Perché, dunque, dovremmo accettare la forma peggiore, ovvero quella che con un colpo di spugna cancella condanne e/o reati, in un Paese nel quale per giunta spesso si resta scandalizzati per la mano leggera dei giudici verso i delinquenti? Non di rado si ascoltano ricette neokeynesiane per il rilancio dell'economia e il sostegno all'occupazione. Benissimo. Allora, invece di costruire inutili autostrade e altre mille costose cattedrali nel deserto, si predispongano nuove carceri. Si mandi in galera solo chi ci deve andare. Ma non si cancellino le condanne: sarebbe un suicidio per la nazione. Qualcuno lo spieghi al nostro presidente. Sergio

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