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Ricordo di Licia

Ho partecipato alle esequie di Licia Cossetto, cara amica e indimenticabile persona, sorella della martire Norma, trucidata e infoibata in Istria nel 1943. Tutta la famiglia Cossetto subì la violenza antiitaliana. Solo Licia si salvò. Nella sua lunga vita volle mantenere vivo il ricordo di quei fatti, che il cinismo della politica italiana e la viltà di molti uomini politici nascosero alla gran parte degli italiani. Solo in anni recenti lo stato Le consegnò la medaglia che riconosceva il sacrificio della sorella Norma. All’uscita del feretro, sul sagrato della chiesa di Ghemme in Piemonte, sotto un pallido sole, c’erano i labari delle Associazioni degli esuli Istriani Fiumani e Dalmati e una bandiera italiana listata a lutto, che qualcuno aveva portato. Mi ha colpito il pensiero che quella era la vera bandiera italiana, diversa da tante altre che spesso si vedono faziosamente issate. Quella portava l’ultimo saluto ad una dei tanti che pagarono la loro italianità con la vita, l’esilio e il dolore, che pagarono per tutti gli italiani e che lo stato umiliò nascondendo la loro immane tragedia. Va in pace Licia. Novara 8 ottobre 2013 Luigi Facci

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