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meglio morire in piedi che vivere in ginocchio

Meglio Morire in Piedi che Vivere in Ginocchio Espressione retorica?, no, espressione più che attuale per illustrare in che modo la società italiana e quella mondiale, sta cadendo sotto il maglio della grande speculazione dell’usura e del signoraggio bancario. Ebbene cosa ci aspetta: un futuro di lacrime e sangue?, dobbiamo ancora una volta rimboccarci le maniche?, devono i soliti noti pagare per gli sbagli di una classe politica rea in toto dei disastri venutisi a creare?, Siamo Pronti, ma, a questo punto sacrificio per sacrificio, riprendiamoci la lira, Nazionalizziamo la Banca d’Italia, nazionalizziamo I.R.I. – ENI – FINMECCANICA – LUCE – ACQUA – GAS – TELECOM – POSTE. Diciamo no alle quote imposte dall’Europarlamento. Che si produca il latte, il vino senza più vincoli speculativi. Si reintroduca il dazio per i prodotti stranieri, si dia agli italiani la priorità nel lavoro, nell’acquisizione delle case popolari. Riprendiamoci ciò che è del Popolo Italiano e non della Speculazione Mondiale. Che sia il Popolo Sovrano a decidere chi lo dovrà governare ed attraverso quali candidati. Che i Partiti presentino i loro programmi ed i propri candidati prima delle elezioni con programmi chiari e precisi. Spesso viene dimenticato che la nostra cultura, la nostra civiltà è millenaria. Essa proviene da quel meraviglioso mondo culturale della Magna Grecia; con i suoi filosofi, matematici, inventori. Noi siamo figli di Fidia, Platone, Socrate, Michelangelo, Bernini, Raffaello, Leonardo da Vinci, del sommo Ghibellin Fuggiasco Dante Alighieri, di De Chirico, D’Annunzio, Gentile. Non siamo certo figli di Mac Donalds o della Coca Cola. Quindi, mezzi drastici con decisioni drastiche se non vogliamo vivere in ginocchio e diventare dei numeri sul pallottoliere dell’Usura Mondiale. Salvatore Gjika

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