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A PROPOSITO DI PANTANI.

Trovo offensivo, anche in democrazia, leggere articoli come quello di pag. 39 su Libero di ieri, dove Francesco Perugini osa accostare Pantani a Bartali. E’ quasi reato. Premesso che rispetto il pensiero e le ragioni di tutti, soprattutto nello sport, “Ginettaccio” può essere solo paragonato a Fausto. Collegare il nome di Bartali a quello di Pantani, è come osare mettere sullo stesso livello De Gasperi e Letta. Posso capire Mussolini/Franco, Stalin/ Hitler e non vado oltre per non offendere i ricordi del passato. La mia generazione, quella che ha vissuto gli orrori dell’ultima guerra, non è mai stata razzista: leggeva il Cuore e la Capanna dello Zio Tom, mentre nel suo futuro vedeva nell’America democratica il traguardo da raggiungere, apprezzando, senza retorica, il famoso “Boston Tea Party”.

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