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IL PATATRAC

Egregio Direttore, alla fine è scoppiato il patatrac. Ricordo che in una lettera precedente lamentavo la mancanza di dinamismo culturale nel PDL, arroccato ed aggrappato alla figura egemone di Berlusconi, mentre nel PD il confronto delle idee veniva rappresentato anche con toni alti fra i diversi contendenti. Ben venga, quindi, quest’improvviso emergere a galla di tensioni sopite, già note, forse, per qualche addetto ai lavori, ma completamente mimetizzate dietro il paravento del leader indiscusso. Alla luce degli ultimi fatti, le stilettate ed i colpi di fioretto sono all’ordine del giorno e finalmente riusciamo a distinguere posizioni differenziate che arricchiscono il dibattito politico. L’auspicato dialogo interno si colora di sfumature persino più marcate rispetto ai contrasti e divisioni presenti nella sinistra ed era inevitabile l’assunzione di posizioni così contrastanti nell’imminenza dell’oggettivo ridimensionamento del potere dell’On. Berlusconi, che nonostante il catastrofico sconquasso che si è abbattuto sulla sua esistenza, probabilmente conserverà il suo potere carismatico anche sugli insofferenti che hanno messo in seria discussione l’unanimismo decisionale cui dovevano necessariamente sottostare. Il contrasto tra le parti è apparso tanto più evidente in quanto scaturito da una esplosione improvvisa, non maturata nel tempo e concretizzatasi in un momento topico che riguardava la sopravvivenza del governo di larghe intese. Adesso è necessario, dopo le fragorose divisioni, ricomporre il giocattolo che si è rotto, e rinunciare alle posizioni di estremismo che connotano l’una e l’altra parte per arrivare ad una sintesi, ciascuno nel rispetto delle idee dell’altro. Antonio Mirabile

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