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INTEGRAZIONE NATURALE.

Sono sempre stato favorevole ai matrimoni misti, non solo tra persone di nazioni ma anche di razze diverse. Ci si rafforza. Da giovane ebbi un’esperienza con una ragazza della Costa d’Avorio, che studiava a Ginevra e prima ancora con una giovane tedesca/bavarese che incontrai durante il servizio militare. Poi, non per pigrizia abbandonai tutto, quando conobbi la mia attuale moglie con la quale vivi ininterrottamente e serenamente da quasi mezzo secolo. Ha ancora quel bel sorriso accattivante che mi colpì allora. Il razzismo è solo ignoranza, non solo il nostro però ma anche quello degli altri. Non ho mai capito, dopo avere frequentato lungamente per lavoro l’Africa centrale (Kenya, Uganda, Tanzania) e quella orientale (Somalia), come mai, mentre noi senza vergogna usiamo creme abbronzanti quando prendiamo il sole, i neri cerchino di diventare più chiari non stagionalmente. E questo particolare lo appresi da una pubblicità vista a Nairobi alla fine di un film negli anni 70/80. Non è il colore ma il contenuto che conta e a tale proposito raccomando, anzi invito tramite il nostro quotidiano, la ministra Kyenge a leggere l'interessante ricerca documentata sulla Repubblica Democratica del Congo, sua terra natale, apparsa sul numero in edicola, di National Geographic edizione italiana: “La guerra dei minerali” a firma Jeffrey Gettlemam. Tratta dello sfruttamento di uomini e risorse. Oltre che leggere il servizio, l’ineffabile ministra terrorista, dovrebbe rimpatriare immediatamente per integrare i suoi compatrioti nativi, perché mentre l’Italia, che è la mia patria, sta affondando, i nostri eletti si preoccupano di rivedere la Bossi/Fini e il reato di clandestinità, che anche i nostri parlamentare, che non conoscono il volere del popolo, vorrebbero cancellare. Ricordo che se non si cambia il nome dei clandestini in pellegrini come vorrebbe anche il nostro Papa e la gentile Boldrini, ex scalda sedia all’ONU, con Kyenge e Kompagni con il "k", chi entra illegalmente in una nazione deve essere controllato ed espulso se non ha i requisiti per restare come la maggioranza di quelli che arrivano su barconi. Quando in Europa imperversava la seconda guerra mondiale erano pochissimi quelli che si potevano pagare il lusso di espatriare versando somme come quelle che pagano i “pellegrini” agli scafisti.

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