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Arrivò il grande giorno

Arrivò il grande giorno. Silvio B. venne affidato alla comunità di don Mazzi. Il prete era tutto euforico, il fatto avrebbe portato una pubblicità enorme alla comunità che gestiva, la Exodus. Don Mazzi lo accolse abbracciandolo e baciandolo. E prima di mostrargli la stanza, lo portò direttamente ai bagni. “Caro Silvio B., il dovere l'aspetta qui.” Don Mazzi si sfregava le mani, contento, e già nella sua mente pregustava l'intervista in tv con Mara Venier. Silvio B. entrò nel lungo stanzone. A destra e a sinistra c'erano bagni. Toilette per uomini, donne, bambini e animali. Don Tazzi, il collaboratore di Don Mazzi, allungò al noto uomo politico, ramazza, mocio e detersivi vari. Don Tazzi era il severo della compagnia. Il prete, senza proferire parola, si allontanò. Il famoso leader politico restò solo. Silvio B. si sentiva umiliato ma non voleva darsi per vinto e cominciò il suo lavoro. Don Mazzi si era già volatilizzato. Tutti volevano intervistarlo. Anche gli eschimesi di Tele Igloo chiedevano un loro spazio. Da Al Jazeera, ad Al Cesira (TV della Ciociaria), piovevano richieste da tutto il mondo. Si erano perfino interrotti gli sbarchi sulle coste della Sicilia. Tutti volevano seguire le disgrazie dell'uomo politico. Silvio B. iniziò a pulire. Dopo un pò apparve Don Lazzi, chiamato anche Frizzi e Lazzi, il prete burlone di Exodus. Il buon uomo si avvicinò e porse a Silvio B. un vecchio mangianastri. “Questo ti terrà compagnia” esclamò e si dileguò. Il mangianastri fu acceso e le note della canzone di Charles Aznavour esplosero nella lunga teoria dei bagni. Era il famoso pezzo “io sono un istrione”. L'uomo politico sentenziò: “Non mi devo abbattere. Adesso ci penso io”. Prese il cellulare e chiamò un suo vecchio amico, specialista in detersivi e in grado quindi di inventarne di tutti i tipi. Era stato il primo ad inventare un liquido per lavare gli aerei. Perfino alla NASA usavano il suo liquido speciale. “Onofrio, ciao, mi devi creare un detersivo specialissimo per i bagni”. “No problem, caro Silvio. Dimmi dove sei e ti raggiungo con il mio elicottero”. Dopo poche ore l'elicottero atterra proprio sui campi di pomodori di Don Mazzi. Onofrio consegna il prezioso flacone all'impaziente uomo politico. Dopo poche ore irrompe il geniale Onofrio, creatore di detergenti per tutte le ossessioni. Silvio B. si mette all'opera e tutto brilla e risplende. Un bianco candido. Quasi accecante. Il grande comunicatore irrompe nella sala TV di Exodus. Don Mazzi aveva una TV privata. La Mazzi TV. L'uomo politico rinasce a nuova vita. Ritorna uomo imprenditore. Agguanta il microfono e quasi grida: “Donne, da oggi i vostri bagni avranno una luce nuova, potrete specchiarvici dentro. Con tre flaconi di detersivo “Non solo bagno”, uno sarà omaggio. Da oggi la vostra toilette risplenderà, solo con la Ditta “Sono mazzi nostri”! “Chiamate subito! Le telefonate sono gratuite”. I cameramen e i tecnici erano allibiti. Il telefono cominciò a squillare e non smise più. Silvio B. raccoglieva gli ordini e intanto si sentiva ringiovanito. Trascriveva gli indirizzi dove spedire la merce. Si spostava dal telefono alla scrivania come un razzo. Si congratulava con i tecnici che lo fissavano sempre più sbalorditi. Questi erano come congelati. Chiamò perfino il Papa che voleva a tutti i costi questo prodotto miracoloso per il suo bagno personale. La notizia rimbalzò su tutti i network nazionali ed internazionali. Intanto Don Mazzi, ignaro di tutto, mentre continuava a farsi intervistare dalle varie TV, lo raggiunse la telefonata di Don Lazzi. All'inizio pensò ad uno scherzo del prete burlone, ma poi si dovette ricredere. Sbiancò e nella sua mente vide scomparire le sovvenzioni statali. La sua Exodus era diventata una società a responsabilità limitata, la neonata “Sono mazzi nostri srl”. Nello studio irruppe la guardia di finanza e si portò via il sempre più disorientato don Mazzi. Lo misero in prigione con accuse gravi. Non poteva non sapere, sentenziò il giudice di turno. Lo venne a visitare il suo avvocato di fiducia che disse queste testuali parole: “Caro Mazzi, adesso son c.....” Racconti scorretti Fabio Amadei 10/10/13

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