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Forno Crematorio per il Boia Priebcke

Egr. Direttore, se anche non fossi il nipote di un partigiano trucidato alle Fosse Ardeatine, se anche non fossi convinto che le guerre siano barbarie totalmente inutili, se ancor di più non fossi convinto che la democrazia e il dialogo siano gli unici mezzi che l'Uomo degno di questo nome debba usare per confrontarsi con gli altri, non riuscirei comunque, in alcun modo, a giustificare Erick Priebcke. Non ammetto che quest'individuo, cui la vita e la giustizia terrena hanno concesso l'enorme privilegio di sopravvivere alle sue vittime per settant'anni, non abbia mai dimostrato in questo tempo nemmeno un barlume di rimorso o di ripensamento sulle proprie terribili azioni. Il rimorso, il ravvedimento così come la capacità di perdonare sono caratteristiche intrinseche ed ineludibili dell'uomo. L'errore stesso è umano per definizione così come il pentimento, indipendentemente dal proprio credo religioso. E' per questi motivi che chiedo che la salma del Sig. Priebcke non debba avere esequie, nè meriti alcun tipo di sepoltura. Le tombe sono il luogo della memoria umana e questo criminale non ha diritto ad essere ricordato in alcun modo nemmeno per il male che ha fatto. Se, come sembra, nessuno vorrà accogliere la salma di così disumana e bieca persona, gli si conceda di scomparire per cremazione, tra quelle fiamme che avrebbero dovuto accoglierlo da vivo ma che sicuramente continueranno ad arderlo per l'eternità da morto. Se ne disperdano poi le ceneri, per pietà però lontano dal suolo di questo Paese che troppo sangue dei suoi valorosi figli ha già visto scorrere in passato, per ideali di giustizia, libertà e fratellanza. E che sia finalmente pace per le loro povere anime e per i tanti che ancora oggi li ricordano e pregano in silenzio per loro. Amen.

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