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Immigrazione: qualcosa di concreto

Non sarà un’intensificazione dei controlli delle aree marittime a fermare la tragedia dell’immigrazione. E’ il momento invece di fare un salto di qualità nella politica internazionale comprendendo che ad ogni miglioramento del Sud del mondo corrisponderanno condizioni più favorevoli per l’occidente (più mercato, maggiore sostenibilità, più pace, più stabilità, meno conflitti e terrorismo). Il volano potrebbe essere avviato attraverso la concorrenza di più fattori: • l’accesso all’innovazione da parte dei paesi svantaggiati, essenziale in agricoltura e nell’avvio di attività di trasformazione locale; • l’apertura di scuole e di istituti di ricerca specializzati, in base alle vocazioni economiche e produttive del territorio; • la progressiva realizzazione di infrastrutture per l’autonomia energetica (anche distribuite) e per le reti di telecomunicazioni; Sono fattori abilitanti che consentirebbero la progressiva affermazione di eccellenze e di economie locali che potrebbero via via agganciarsi ai mercati internazionali. Ciò che dobbiamo comprendere è che le attuali opzioni di sviluppo (dei paesi industrializzati) possono essere rese coerenti e sinergiche a fattori abilitanti (rivolti ai paesi disagiati). Tutto ciò a beneficio di un sistema ove gli assets scambiati si trasformano, nel medio periodo, in opportunità di sviluppo per ambedue gli attori. Gli esempi sono molteplici: • Il trasferimento tecnologico genera opportunità di sviluppo competitivo e quindi condizioni favorevoli ad una crescente stabilità e ad una progressiva domanda in termini di beni e servizi. • La disponibilità di forza lavoro consente di coprire le attività che, man mano, non riescono a trovare addetti, nelle società maggiormente evolute. • Vaste aree, (non presenti nei paesi industrializzati) da destinare a produzioni estensive (es: di energia rinnovabile), possono generare un flusso di esportazione da parte dei paesi svantaggiati e costituire, nel contempo, la necessaria spinta verso un’economia sostenibile. La chiave dell’evoluzione civile globale è, quindi, nel tracciare nuovi orizzonti sinergici tra le due metà del mondo; nell’individuare precisi obiettivi che consentano all’occidente di uscire dall’empasse (economica, politica ed etica) ed ai paesi disagiati di affrancarsi dall’attuale condizione. La novità è che oggi, questo obiettivo è divenuto politicamente necessario e tecnicamente perseguibile.

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