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Legge elettorale- Un priblema da non lasciare solamente agli adetti ai lavori

Sig. Direttore, Da quando è nata , nel 2005, l’attuale legge elettorale , per il volgo “Porcellum”, è stato il sistema più ipocriticamente criticato da tutti : in realtà nessuno, di coloro che avrebbero dovuto occuparsene, ha fatto nulla di serio per cambiarlo, perché faceva troppo comodo ai partiti. Ora con la situazione politica da voltastomaco che ci troviamo sarebbe opportuno – a mio avviso - creare un movimento d’opinione per far passare un sistema elettorale semplice ed efficace che potrebbe rappresentare un inizio per una democrazia più responsabile. Lo si potrebbe fare in una settimana. Ovviamente questa legge dovrà essere accompagnata o seguita da una infinità di altri provvedimenti riformatori che in questo contesto mi sia permesso di omettere per non scoraggiare il lettore . Quale , quindi può essere il sistema per sfoltire i molti partitini ( sorti più che altro per godere dei grassi finanziamenti ,mai eliminati) , dare una maggioranza stabile scelta da più di metà dei votanti, ed un leader certo il giorno dopo le elezioni? Da una analisi effettuata già lo scorso anno con il giovane studioso della materia, il dott. Andrea Levico, abbiamo proposto quello che potrebbe essere definito “l’uovo di Colombo”. Un sistema che preveda la vittoria di un partito con più del 50% dei voti ( che si avvantaggi di un modesto premio in base al risultato ottenuto) e qualora non lo si ottenga al primo turno si risolva con un ballottaggio al secondo, tra le due compagini più votate. Le minoranze ( con uno sbarramento di voti prestabilito per il raggiungimento del quorum) si spartirebbero quanto rimane per una giusta rappresentanza democratica. Inoltre un voto di preferenza che permetta agli elettori di scegliersi il candidato. La formula di base rimane quella del ballottaggio che non è solamente usata nel sistema francese, ma anche in quello per l’elezione dei sindaci nei comuni con più di 15.000 abitanti. Ma i partiti non conoscono questo metodo? Certo che lo conoscono , anzi, proprio per questo non lo vogliono , perché non permetterebbe più quei giochetti post voto a loro tanto cari . E con le preferenze non potrebbero più nominare chi vogliono loro ( o chi paga di più). Per questo i cittadini dovrebbero capire che una legge elettorale non è un problema “tecnico-legale” da affidare ad altri, ma un qualcosa che ci interessa da vicino e che potrebbe iniziare ( ce lo auguriamo ) a costruire un nuovo cammino virtuoso. Marco Borgogno – ex sindaco di Borgo San Dalmazzo

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