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NOI, I TERREMOTATI DIMENTICATI.

Gentilissimo sig Direttore, in questi giorni, per ore e ore, ovunque, ci fanno vedere gli sbarchi degli immigrati (clandestini). Mobilitazione straordinaria di persone e mezzi che, come dichiarato dal presidente del consiglio, avrà costi molto molto alti. Eticamente encomiabile. Ma ci siamo anche noi, migliaia, non immigrati e non clandestini, che lavorando abbiamo contribuito a 2% del PIL nazionale.Siamo i terremotati dell'Emilia, a tutt'oggi in miglia sparsi fra containers invivibili o sistemazioni di fortuna. Sono 17 mesi che aspettiamo una ricostruzione che non parte mai, affidata a domande talmente burocraticamente complesse che stanno facendo impazzire i professionisti che ci assistono. Anche noi siamo sbarcati su una statale domenica mattina. A centinaia. Per protestare.Ma per noi nessuna ripresa, nessuna mobilitazione. Il Governo non ci cita nemmeno da mesi. Abbiamo capito il significato dell'essere citadini inferiori.Mia madre, con 42 anni di lavoro e 568 euro di pensione conta meno di una etiope o di una nigeriana per le quali si spendono 350 euro al giorno. A noi il contributio mensile che ci dà la regione per vivere è di 200 euro al mese. Commenti lei, che è tanto bravo. Noi siamo soffocati dall'amarezza, della frustrazione, dai nostri bei paesi morti, dalle attività scomparse, dalla scomparsa di ogni nostro riferimento che è tutt'ora mucchio di pietre crollate, dal dolore per la perdita delle nostre case e per la nostra vita che non è pèiù la stessa. Occupatevi del Magreb e dell'africa sub sahariana. Chi se ne frega di Modena.

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