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Unioni Civili, Matrimonio, modernità e famiglia naturale

Posta la domanda in una mia intervista in Radio. L'omosessualità non è condizione moderna. E' sempre esistita e persistita. Non si tratta di attualizzarla. Oggi si assiste a mio avviso ad un "rimbalzo" storico ovverosia si disciplina oggi, a norma di legge, alcune questioni inerenti rimandate nel tempo, dai predecessori, forse per una "non" chiara presa di posizione o responsabilità sociale. In merito alle unioni civili? Benissimo. Un gay "intelligente" mangia Barilla (...) e spolpa abbacchio. Al mattino, un bel caffè forte. Giacca, cravatta. Lavoro e mutuo. Gioie e dolori. Ferie, divertimento. Ansia, impegno. Non ha necessità di supremazia sociale, vive la sua condizione con normalità tra la gente di un corso di città affollato. Rispetta e vuol essere rispettato con profonda dignità, apre al dialogo per eventualmente chiarire la sua "condizione sessual/quotidiana". Non aggredisce, ne si ghettizza. Non grida all'omofobia. Valuta e spesso riesce a fare una sana risata di spirito in merito a "svariate situazioni". Svolge la sua professione con normalità e soprattutto con discrezione e delicatezza verso chi non condivide alcune prese di posizione spettacolari. Non ha necessità di impiumarsi di rosa in perizoma su un carro con musica a palla gridando di essere normale. Se normale già lo è, quale necessità c'è di doverlo strillare? Mi pare non si sia mai svolto l'etero pride a tal proposito, come trapela una certa contraddizione. Su questa lunghezza d'onda. Due gay possono unirsi, trovo inadatto dire "sposarsi". Modernità significa integrazione non abbattimento del vecchio per sostituirlo col nuovo. Ad intenderci. Questioni etiche chiare, adatte ai tempi contingenti senza muffa. Il matrimonio come istituzione spirituale e giuridica è fondato sulla famiglia tradizionale, uomo e donna. In quanto tale, non sento necessità di maledire l'amore omosessuale, la sento al contrario nel distinguere il matrimonio e la famiglia composta da uomo e donna come istituzione naturale, "logica" anche per questioni di riproduzione (ironicamente) e le unioni civili che riconoscono la coppia come "fatto", come realtà", "di fatto" appunto. Ci sia una distinzione, questo si. Non a livello umano, ne civile. Tecnico, etico in merito alle unioni civili. Del resto? Chi sono io per giudicare davanti a Dio degli esseri umani? Afferma Papa Francesco

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