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L’ITALIA DEI TELEFONI O DEI TELEFONINI.

Dopo l’attribuzione al vero inventore del telefono: Meucci, per intenderci, l’Italia è divenuta anche la patria dei telefonini. Ogni giorno ricevo proposte di nuove facilitazioni telefoniche: 500 minuti di SMS e altre diavolerie, che ascolto pazientemente dai vari promotori che telefonano nei momenti più impensati. Mi domando spesso se la nostra crisi non sia anche peggiorata perché la gente abusa del telefono invece di produrre, anche se in democrazia ognuno è libero d’impiegare il proprio tempo come vuole ma senza disturbare gli altri che hanno gli stessi suoi diritti. L’altro giorno stavo parlando con un signore, quando abbiamo visto una donna uscire da un parcheggio, guidando e telefonando. Letta dovrebbe tassare i gestori che senz’altro avranno degli utili strepitosi. Ecco perché ci hanno sfilato Telecom. Inoltre conosco gente che passa mezza giornata al telefono e a volte sono costretto ad ascoltare inutili conversazioni, anche senza volerlo, perché si parla a voce alt, senza dimenticare che poi ci sono delle persone che, quando ti telefonano per qualche ragione cominciano "ab ovo" o da Adamo ed Eva a raccontarti il loro problema tenendoti in ostaggio anche per mezzora. L’altro giorno un amico mi ha raccontato, sempre a proposito di perdi giorno: "Alle 14 mi citofona un amico per invitarsi a bere un caffè, lo faccio salire e solo alle 19 sono riuscito a riprendere il controllo della situazione". Al di là del rapporto di amicizia, in quelle cinque ore intense mi ha raccontato solo pettegolezzi pur sapendo che ne sono alieno. Insomma ha tentato di erudire il pupo come una maestra in pensione. Ma questa gente che passa ore al telefono, dove vive? Per finire, ormai tutti sanno tutto, ti parlano della loro vita come se fosse un romanzo d’autore, dimenticando un antico aforisma di Voltaire, sempre d’attualità, che vale anche per le donne, fino a che, come per il “femminicidio” si troverà un nuovo termine: “L’orgoglio dei piccoli uomini consiste nel parlare sempre di sé; l’orgoglio dei grandi, nel non parlarne mai”. Cordialmente.

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