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Fermata piazzale Loreto

Immaginiamo un turista che dal 1945 viene ininterrottamente tutti gli anni in vacanza nel nostro paese. Anno dopo anno immagina che come nel suo paese, l'Italia cresca non solo economicamente ma sopratutto culturalmente. Lo scenario che invece gli si presenta é lo stesso del suo primo viaggio, l'anno di Piazzale Loreto, dove in nome della libertà e dell'antifascismo furono commessi atrocità non differenti dall'odiato nemico. La morte del capitano delle SS Erik Priebke ha riacceso nuovamente la luce su una questione che può diventare potenzialmente pericolosa : l'odio ideologico Il fronteggiarsi dei due schieramenti il giorno del funerale del nazista non vada sottovalutato e condotto solo alla goliardia di qualche nostalgico nazionalsocialista da una parte ed allo sdegno antifascista dell'altra. Dalla scelta nel referendum tra monarchia e repubblica, a quella tra la DC ed il PCI per passare poi al periodo delle BR ed in tempi attuali alla divisione tra berlusconiani ed anti; il paese, gli italiani non hanno fatto altro che barricarsi dietro l'ideologia mancando di quella capacità critica che avrebbe potuto consentire il salto di qualità alla nostra Nazione. Un paese che ormai dovrebbe essere una democrazia matura e libera, ma sopratutto capace di affrontare con lucidità e serenità determinati eventi, trascende,invece, sempre allo spirito di Piazzale Loreto dove il nemico va abbattuto a costo di usare le sue stesse armi. Non meravigliamoci poi, quando il turista una volta tornato in patria dipingerà noi italiano con i soliti stereotipi: pizza, mafia, mandolino.

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