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la casa di Jessica non si doveva toccare

Caro direttore , le scrivo in merito al dramma sociale degli abbattimenti delle case di necessità e al fenomeno dell’abusivismo in Campania che è ben diverso da quello del resto della Nazione. Sono Raffaele CARDAMURO, uno dei proprietari degli immobili abbattuti a Bacoli pochi giorni prima del Natale scorso. Premetto che non ho mai avuto problemi con la legge di nessun genere, sono padre di tre figli e zio dell’angelo, ormai conosciuto un po’ da tutti, che si chiama Jessica alla quale lo Stato in modo a dir poco vergognoso e mirato ha abbattuto la casa con l’impiego di un plotone di oltre mille uomini divisi nei vari turni manco dovessero fare la guerra, termine utilizzato in un convegno sui tempi della giustizia dallo stesso procuratore Ricciardi nello scorso mese di marzo, circostanza in cui lo stesso asseriva che non sapeva che avrebbe dovuto indossare la mimetica per eseguire una sentenza di demolizione (questa dichiarazione è verificabile su internet) A mia memoria tante forze dell’ordine non sono state impiegate nemmeno per la cattura di Riina e nemmeno per quella di Zagaria, ma perché tutto questo accanimento??? Forse perché mi ero esposto nel far capire ad una politica sorda ed ipocrita nell’affrontare con lealtà e realtà la drammaticità del fenomeno abusivismo in Campania che tutti sono colpevoli, senza alcuna distinzione di colore politico, e che è colpevole anche la stessa magistratura che quando era in carica Bassolino ha cestinato le sentenze passate in giudicato????? Possono sembrare dichiarazioni forti ma sono motivate e le spiego il perché: sono almeno quant’anni che la politica non pianifica regole chiare in materia urbanistica e ogni parte politica ha “lasciato fare” col solito modo di dire “fai ca po’ s’appar” (fai che poi tanto si aggiusta tutto)!!! La magistratura a sua volta non ha fatto nulla contro i politici scellerati che non pianificavano né contro gli organi di controllo né contro gli uffici tecnici comunali che non si adoperavano per demolire amministrativamente. Lo stesso Ricciardi afferma nel convegno succitato che quando arrivò con altri negli uffici demolizioni della procura di Napoli come ispettore del Ministero della Giustizia scoprì che i magistrati addetti a quell’ufficio non avevano mai eseguito gli ordini di esecuzione!!!!! mi domando se sia giusto che chi non ha eseguito quelle sentenze non paghi per le sue omissioni e che fine abbiano fatto quelle sentenze, si sono miracolosamente dissolte????? A discapito di quelle successive!!!!!!! Ma la magistratura non lo sa che la legge prevede la chiusura delle attività ricettive se queste non sono in possesso dell’agibilità statica del manufatto??? Non sa che l’agibilità non “andrebbe” rilasciata fino a quando la pratica di sanatoria non viene portata a definizione??? Parlo al condizionale perché nella realtà ciò non accade infatti, sotto il macigno di vincoli obsoleti, non conviene esaminare le pratiche di condono, basta verificare quante ne giacciono nei comuni da 30anni. Nel mio comune, Bacoli, ci sono 4861 domande di condono e se non erro solo un migliaio esaminate, delle 4861 circa 1250 riguardano la 326 del 2003, il famoso condono che la giunta Bassolino non ha voluto che si applicasse in Campania con un deliberato dichiarato per ben due volte anticostituzionale. A tutt’oggi non si è riuscito ancora a porre riparo a tale inequita’ di trattamento (i cittadini campani sono stati discriminati rispetto a quelli delle altre regione dove invece razionalmente l’abusivismo dovrebbe essere punito più duramente perché in quelle a differenza della Campania ci sono e ci sono sempre stati piani regolatori, edilizia pubblica e quant’altro….garantisca il diritto costituzionale alla CASA). Di certo c’è una sola cosa e cioè che in uno “scompiglio” del genere è inaccettabile che POCHI PAGHINO PER TUTTI alla stregua di AGNELLI SACRIFICALI, infatti a fronte di abusi su demanio o suolo pubblico o a rischio idrogeologico, la Procura dovrebbe degnarsi di spiegare pubblicamente il criterio di scelta dei pochi fascicoli che si decide di evadere. Un fascicolo siamo stati per il guerriero Ricciardi che si è messo la mimetica niente di meno per abbattere un manufatto, sui circa 70000, in cui abitava gente PER BENE (lo dicono le nostre fedine penali e la vita che conduciamo), proprio un manufatto costruito senza barriere architettoniche per l’inconsapevole Jessica in un paese dove non si poteva fare altrimenti (abbiamo nel dossier della nostra storia la nota protocollata al comune relativa alla richiesta, precedente alla costruzione del manufatto abusivo, di un alloggio senza barriere architettoniche e la susseguente risposta negativa dello stesso ente), una casa per la quale era stato pagato il condono 2003 e che veniva abitata con regolare residenza rilasciata dallo stesso Comune!!!!!!! Jessica non meritava, sempre per il guerriero Ricciardi e per le forze dell’ordine pressate insistentemente da questi, il diritto di essere tutelata insieme agli altri tre bambini, che sono stati svegliati di notte a pochi giorni dal Natale come fossero i figli dei peggiori delinquenti ricercati!!!!!! La sentenza era del 2008, ma nessuno si è sentito in dovere, volendo eseguire proprio quella demolizione su 70000, di mandare un ordine di sgombero per poi, semmai fosse stato disatteso, provvedere con la forza. No, si voleva fare scena, si voleva dimostrare al popolo degli abusivi che quando lo stato si muove è imbattibile “punire UNO per insegnare a TANTI” calpestando la dignità umana anche quella di minori e disabili (lo stato di salute di Jessica è peggiorato e la minore dei miei figli è tutt’ora in psicoanalisi all’ASL). Si è preferito infatti agire direttamente in assetto di guerra con un blitz notturno!!!!!! È uno stato civile il nostro????? Per questo chiedo alla politica di affrontare questo dramma senza demagogia e di mettere al lato il finto moralismo; questo lo dico soprattutto alla parte politica che è stata sempre avversa a qualsiasi soluzione tentata da parte di qualche parlamentare che senza remore si è fatto pioniere di questa battaglia come il senatore Carlo Sarro. Non è paradossale che chi è iscritto alla parte politica avversa sia esso stesso possessore, o in prima persona o da parte di familiari, di un abuso edilizio e poi faccia ostruzionismo alla soluzione ????? a questi dico allora: perché non autodemolite???? Ahimè, è assurdo anche solo pensarlo!!!!!!! Lo stesso Amendola, segretario regionale del PD, mi disse durante un convegno a Telese, che loro per etica di partito non potevano assolutamente essere a favore di nessuna forma di sanatoria, pur riconoscendo che il dramma riguardava anche quelli schierati dalla loro parte…. I politici stessi fanno convegni in locali abusivi, la rai fa spettacoli in locali abusivi, ci sono scuole private abusive in alcuni casi anche statali, ho letto anche di qualche caserma dei carabinieri…… ma è giusto che in tutto questo “imbroglio” paghino solo i malcapitati di turno???? a me poi viene detto, da persone autorevoli, che ho pagato per la mia troppa esposizione alla guida insieme ad altri amici dei cosiddetti comitati nati a difesa delle case di necessità e per avere avuto il piacere di conoscere qualche politico di spessore a cui mi sono rivolto solo per far capire quanto sia grossa e drammatica la questione. Il tutto mi si è rivoltato contro, eppure nel suo secondo articolo la Costituzione Italiana, in discontinuità con la prassi affermatasi durante il regime fascista, assegna il primato all’individuo, rispetto allo Stato: i suoi diritti sono prima di tutto riconosciuti, e quindi preesistono e sono indipendenti dallo stato, e vanno garantiti. La costituzione riconosce così il valore della persona sia individualmente, sia in gruppo (nelle “formazioni sociali dove si volge la sua personalità”: la famiglia, le associazioni, gli stessi partiti…). Ad oggi le demolizioni hanno interessato uniche case di onesti lavoratori, costretti da un’ Amministrazione inadempiente a costruirsi illecitamente un tetto per la propria famiglia, a causa di una secolare e ormai sedimentata situazione d’inerzia, che vede la stragrande maggioranza dei comuni Campani sprovvisti di un adeguato disegno urbanistico che possa disciplinare la necessità abitativa. Tengo a sottolineare che i Comitati e le Associazioni Unite in difesa del diritto alla casa, resisi protagonisti di non poche riuscite manifestazioni, raccolgono solo ed esclusivamente quelle migliaia ( 70000) di nuclei familiari provenienti da tutta la Regione Campania, sprovviste di ogni altra risorsa abitativa, e che hanno costruito in assenza di adeguati strumenti urbanistici, o in presenza di quadri normativi e pianificazioni del territorio obsoleti, per non dire, a volte, pianificazioni del tutto inesistenti. Nuclei familiari che rivendicano con insistenza un giusto diritto, quale quello ad una dignitosa abitazione, che non hanno potuto avere regolare autorizzazione a costruire su suolo di proprietà, non perché quel suolo fosse qualificato come "zona a dissesto idrogeologico", non perché vi gravasse un vincolo di natura archeologica, ma perché lo strumento urbanistico troppo risalente, non permetteva in alcun modo la costruzione di una abitazione regolare, ma eventualmente di un’opera di pubblico interesse, come nel caso nostro . Intanto rimane in piedi l’affarismo turistico-alberghiero ed il più forte abusivismo di speculazione. Uno Stato di diritto non può tollerare che da un giorno all’altro si mandi per strada una famiglia senza che si disponga per questa una soluzione abitativa temporanea e senza che possano attivarsi meccanismi assistenziali sociali per i bambini coinvolti. Ancor di più non è ammissibile né accettabile che una pubblica amministrazione, che sia quella della giustizia o quella comunale, possa in una questione così grave e drammatica non scegliere le vittime sacrificali in totale trasparenza seguendo magari come dovrebbe essere suggerito dal buon senso un ordine cronologico delle RESA per tutelare il diritto all’uguaglianza di tutti i cittadini dinanzi alla Legge. La nostra demolizione , così come riscontrato ufficialmente acquisendo presso il comune l’elenco delle RESA della Procura Generale, ha letteralmente “scavalcato” altre che la precedevano. Senza calcolare tutte le RESA della Procura della Repubblica che ci precedevano e tutte le demolizioni amministrative mai eseguite. Intanto sono trascorsi 10 mesi dall’abbattimento della nostra unica casa e poco altro la procura ha abbattuto in Campania e niente altro a Bacoli. Ciò dimostra quanto sia VITALE la trasparenza del criterio di scelta perché ci vorranno da 15 a 20 secoli (visto che la media degli abbattimenti è di circa una trentina all’anno) per eseguire tutte le demolizioni, senza contare quelle che si aggiungeranno negli anni e dunque avrei potuto vedermi privare del mio bene chissà tra quanto o mai!!!!!!! E’ per tutte queste ragioni che ritengo che a questo punto la sanatoria sia d’obbligo. Per il futuro sarà meglio agire con maggiore incisività sull’abuso stroncandolo sul nascere e punire chiunque non esegua quanto già è in suo potere amministrativamente per combattere tale fenomeno. Chi non comprende o non vuol comprendere tutto ciò, è solo un ipocrita!!!!! Raffaele CARDAMURO

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