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Ingiustizia italiana

Egr. Direttore. Sono un lettore del Suo quotidiano, ed ho molta stima di Lei, anche se non sempre sono daccordo con le Sue opinioni. Ma qui desidero esporre il mio caso, che Lei son sicuro prenderà in considerazione, e quantomeno mi darà in qualche modo una risposta. Sono un uomo che ha sempre vissuto e lavorato al nord. (Torino) Circa tre anni fa, mia moglie si era ammalata di sla, e deceduta l'anno scorso, mi sono dedicato giorno e notte, per tutto questo tempo ad accudirla. Rimasto solo, ho pensato di riprendere a lavorare, (avevo un bel lavoro, e ben remunerato). Ma la sfortuna si è messa di traverso. Forse per il dolore subito, non lo so, ho avuto un infarto, e quindi il mio proposito di tornare a lavorare è così sfumato. IL PROBLEMA E' QUI! Durante la mia vita lavorativa ho versato dei contributi, ma per la legge sulle pensioni io non posso andarci, se non a 66 anni! Io ne ho appena 60! Come vivo nel frattempo? Andrò sotti i ponti conciato come sono? La Saluto Distintamente E Grazie.

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