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Quo usque tandem

Gentilissimo Direttore, sono un liberale che, dopo la fallimentare fine del PLI, si era entusiasmato per il programma enunciato da Berlusconi al momento della sua “discesa in campo”. Da quel giorno, nonostante l’assenza delle radicali riforme allora promesse, ho continuato a sostenerlo rendendomi conto, sia della sua sincera volontà di migliorare, sia degli ostacoli frapposti dai suoi sedicenti alleati ad ogni suo tentativo di farlo. I primi dubbi sono insorti vedendolo piegarsi ai ricatti sinergicamente posti in essere dalla sedicente “Europa” (in realtà un immondo coacervo di interessi inconfessabili) e dal vecchio ungherese del colle invece di buttare tutto all’aria, magari indicendo un discorso a reti unificate per spiegare agli italiani la realtà dei fatti. Ulteriori disinganni sono nati dall’operato dei deputati, che avrebbero dovuto sostenere le istanze di chi li aveva votati seguendo il loro leader, a sostegno di quel “quaquaraquà tecnico” impostoci dall’ungherese. Nonostante ciò ho continuato a sostenerlo nell’ultima campagna elettorale sperando, malgrado tutto, che il Cavaliere sarebbe riuscito ad ottenere dai suoi deputati ed “alleati”, se non imporre loro, un diverso e più responsabile atteggiamento. Oggi, però, ascoltando Alfano&parlamentari assortiti intonare il peana “Esulta, popolo! Abbiamo abbassato le tasse, ridotto il carico fiscale alle imprese ed aumentato i salari ai lavoratori!!!” dopo avere appreso dell’introduzione di nuovi balzelli su patrimonio e redditi e che i salari aumenteranno, al massimo, di 10 € al mese, come si dice dalle mie parti, “m’è carut’o core int’e cazette” (= sono rimasto basito) e sto seriamente dubitando di continuare a sostenere codesti messeri dato che un partito non può consistere nel solo leader per quanto stimabile egli sia. “Abbiamo abolito l’IMU!” cantano in coro ma tacciono sulla tassa che la ha sostituita, sugli aumenti di bolli, accise, eccetera, eccetera eccetera. È vero che “l’italiano medio è un poco fesso”, come cantavano i Gufi qualche annetto or sono, ma almeno non prendetelo per il culo! marco margiotta

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