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Cagliari, un'odissea infinita

Egregio Direttore, Dopo aver comunicato agli uffici del Sindaco del Comune di Cagliari, Massimo Zedda, di essere nuovamente residente nello stesso Comune e di aver aggiornato la residenza anche presso il centro servizi per l'impiego di Cagliari, mi lamentavo ancora per la mancanza di lavoro denunciata da circa 21 anni, mai assunto. Riproponevo le richieste di aiuti assistenziali sociali, lavorativi e di abitazione popolare, in quanto sono stato preso in cura, insieme alla mia famiglia, all'Assistenza Sociale del Comune predetto. Le Assistenti Sociali mi hanno suggerito di appellarmi con diritto alla legge n. 20 del 93, per avere un sostegno economico tutt'ora tribolato in quanto vengo sbattuto dagli uffici assistenziali al Banco di Sardegna senza poter ritirare il sussidio riferito in pagamento. Sempre in questa lettera indirizzata al Sindaco, facevo presente di essere un laureato in geologia vecchio ordinamento di 42 anni senza reddito. Chiedevo di poter riappropriarmi di ciò che mi è stato sottratto in tutti questi anni ovvero una serenità e una dignità per avere un introito mensile un lavoro e una modesta abitazione che mi permetta di far parte della cittadinanza nostrana. Mi era stato riferito dall'Assessore per il Lavoro del Comune di Cagliari Luisa Rassu che la residenza avrebbe sbloccato gli ostacoli alle mie richieste. Ho sempre chiesto un aiuto per poter, quindi, essere indipendente. Allo stato odierno non ho avuto ancora nessun riscontro.

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