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E ci mancava solo il Trise (tributo ignobile senza esenzioni)

Ora ci mancava solo il TRISE: (tributo ignobile senza esenzioni) Sembra che il governo italiano pur di proseguire a prendere in giro i cittadini italiani e quelli che vivono oltre confine, continui a cambiare il nome della tassa sulla casa, per non far comprendere questa ignobile e discriminatoria tassa sugli immobili. L’unico cambiamento, con l’approvazione della legge di stabilità, è stato il nome che da IMU è stato cambiato in TRISE: ingiusta era L’IMU e doppiamente iniquo è il TRISE, il nuovo tributo per chi possiede un’abitazione, che personalmente piace definire: tributo ignobile senza esenzioni. Per i cittadini italiani, come me, residenti all’estero c`è un ulteriore beffa, nel senso che se posseggono un’abitazione essa viene considerata seconda casa. E ora, grazie a questi parlamentari di "larghe vedute", molti di noi saremo addirittura costretti a rinunciare a scendere ogni anno in Italia per pagare questa onerosa tassa. Altri, invece, sono così arrabbiati che pur di non pagarla vorrebbero, il più presto possbile, vendere l’immobile in quanto già ne usufruiscono per poche settimane l’anno e se poi ci sono tutti questi tributi da pagare, allora pensano che l’unica soluzione sia vendere. Fa proprio male, dopo aver costruito con tanti sacrifici una casa, doverla vendere. È una vergogna che il governo insieme a tutti gli organi di rappresentanza politica della comunità italiana a partire dal Comites, al CGIE per terminare con i 18 parlamentari della Circoscrizione estero , non siano stati in grado di far considerare l’abitazione degli italiani che vivono oltre confine come prima casa e non, purtroppo, come seconda abitazione. Per i suddetti motivi, sarei del parere di togliere il voto per corrispondenza all’estero, poiché è inutile e controproducente se poi vengono eletti dei personaggi non all’altezza del ruolo che dovrebbero poi svolgere nel Parlamento italiano. Allora meglio soli che male accompagnati! Gerardo Petta, Zurigo

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